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Egitto: un video sulle violenze della polizia diventa caso politico


Non ci sarà nessun dialogo finché ci sarà sangue nelle strade egiziane. Lo ha detto un portavoce del Fronte di salvezza nazionale al termine di una riunione, alla luce delle violenze esplose ieri sera al palazzo presidenziale. Un video sulle violenze della polizia in particolare diventa caso politico: un uomo nudo viene selvaggiamente picchiato dagli agenti. Il fronte di salvezza nazionale di opposizione chiede che il presidente egiziano Mohamed Morsi sia portato davanti alla giustizia per rispondere delle violenze in strada. Lo afferma un comunicato che si schiera accanto a chi chiede “la caduta del regime tirannico”. Il fronte chiede una commissione d’inchiesta indipendente per fare luce su “tutti i crimini assassinii, torture e detenzioni illegittime” e che i responsabili siano sottoposti ad un giudizio equo “a partire dal presidente della repubblica, dal suo ministro dell’interno e tutti i partner in questo crimine”. Il primo ministro egiziano Hisham Qandil e’ stato contestato e pietre sono state lanciate contro il corteo di vetture sul quale si trovava mentre compiva un sopralluogo nella zona attorno a piazza Tahrir al Cairo. Il Consiglio dei ministri egiziano ha pubblicato un comunicato sull’episodio nel quale si afferma che “fuorilegge e agitatori avevano impedito al premier di fare un sopralluogo a piazza Tahrir questa mattina all’alba, quando sulla piazza non c’erano né rivoluzionari né forze politiche”. “Il premier ha evitato che ci fosse una scontro con le forze di sicurezza temendo per l’incolumità dei cittadini”, afferma il comunicato, nel quale si sostiene che “l’incidente dà un’immagine chiara delle persone che stanno occupando la piazza e getta una grande responsabilità su coloro che hanno fatto la rivoluzione”. “Di questo passo diventa inaccettabile permettere a queste persone di rimanere sulla piazza e di sfruttare la grande rivoluzione e appelli politici che in apparenza sono giusti ma che in realtà celano menzogne”, conclude la nota, affermando che “questo è un passaggio storico e ciascuno deve assumersi le sue responsabilità e perseguire altre vie compatibili con i nuovi valori della rivoluzione”.

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