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SCHEDA/ Quasi 23 milioni di italiani pagano l’Imu, 16 sulla prima casa

Casa dolce casa. In un Paese di proprietari, nel quale il 72,4% delle famiglie possiede l’abitazione in cui vive, il triangolo ‘contribuente-casa-fisco’ e’ da sempre uno dei capitoli piu’ sensibili in campagna elettorale. Ecco alcuni dati per comprendere l’impatto dell’imposta che ha debuttato lo scorso anno, sostituendo l’Ici. 23,8 MLN CITTADINI LA PAGANO, 16 MLN SU PRIMA CASA – Secondo gli ultimi dati del Tesoro, a pagare l’Ici sono stati lo scorso giugno 23,8 milioni di contribuenti e di questi poco meno di 16 milioni (per l’esattezza 15.989.695) hanno versato l’imposta sulla casa in cui abitano. 24 MLD DI GETTITO – Le stime del governo prevedevano un incasso di circa 20 miliardi nel corso dell’intero anno. Ma tutti gli osservatori sono convinti che il gettito finale – che il ministero dell’Economia non ha ancora comunicato – si attestera’ sui 24 miliardi totali: di questi circa 4 miliardi sulla prima casa e quasi 20 sulla seconda. CON SECONDA RATA VIA 42% TREDICESIMA – La vera stangata della nuova imposta e’ arrivata con il saldo finale. Il primo acconto e’ stato pagato con le aliquote base nazionali. Poi, invece, si e’ dovuto tener conto degli aumenti decisi dagli enti locali. Il balzo – ha calcolato la Uil – e’ stato del 41% e gli italiani hanno bruciato cosi’ il 42,2% della tredicesima. GRANDI DIFFERENZE TERRITORIALI – La base catastale, differenziata a seconda delle diverse aree territoriali, ma anche all’interno di uno stesso comune, cambia decisamente l’impatto dell’imposta. Un esempio?La prima rata sulle prime case e’ stata in media di 84 auro, ma lievita ai 170 euro di Roma e ai 140 di Bologna passando per Genova (107 euro), Napoli (105 euro) e Milano (99 euro). La Uil che ha fatto i calcoli complessivi vede sempre in testa la capitale con una spesa totale media di 639 euro tra prime e seconde case, seguita da Mlano con 427 euro. COME NASCE – L’Imposta municipale propria (Imu, appunto) che Berlusconi e’ tornato a promettere di cancellare sulla prima casa promettendo la restituzione di quanto pagato in caso di vittoria alle urne e’ in realta’ stata introdotta con il federalismo fiscale del suo ultimo governo e poi estesa dal governo dei tecnici guidato da Monti all’abitazione principale con l’obiettivo di garantire l’autonomia finanziaria dei Municipi facendo incassare circa 20 miliardi di euro a fine anno. SOSTITUISCE L’ICI MA NON SOLO – Nella sua versione originale voluta dalla Lega, l’Imu ha sostituito altre imposte. Non solo la vecchia Ici, ma anche l’addizionale regionale e comunale Irpef e l’Irpef sui redditi fondiari. Queste imposte davano un gettito di 11,5 miliardi di euro; valore che poi la decisione del governo dei tecnici ha fatto quasi raddoppiare, coinvolgendo la prima casa e prevedendo di girare verso le case dello Stato la meta’ dell’imposta incassata in base alle aliquote nazionali. LE ALIQUOTE, MA C’E’ AUMENTO RENDITE – L’aliquota nazionale e’ pari allo 0,76% per la generalita’ degli immobili, ridotta allo 0,4% per l’abitazione principale. Ma molti comuni hanno aumentato le aliquote fino al massimo dell’ 1,06% per la seconda casa e dello 0,6% per la prima. L’effetto stangata e’ arrivato dalla combinazione delle nuove aliquote con l’aumento del 60% delle rendite catastali, cioe’ della base imponibile su cui si applica l’imposta.

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