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Valanghe, quindicenne muore fuori pista in Val Gardena

Trenta centimetri di neve fresca, pendii immacolati e un cielo incredibilmente limpido: la tentazione di sfidare il pericolo valanghe e fare un fuoripista oggi e’ stata davvero grande e un ragazzo 15enne della val Gardena l’ha pagata con la sua vita. Manuel Moroder, di Ortisei, e’ morto sulla Cima Pic trascinato da una valanga per oltre 500 metri. Il fuoripista, che oggi viene anche chiamato freeride, negli ultimi anni sta registrando un vero e proprio boom. Invogliati dai video dei campioni e dalle loro spettacolari discese sulla neve fresca, sempre piu’ giovani abbandonano le affollate piste battute, cosi’ anche Manuel e il suo amico. I due gardenesi nonostante la giovane eta’ conoscono bene le montagne della loro valle. Questa mattina sono partiti con le pelli di foca verso la Cima Pic. Avevano con se’ l’Avra, un apparecchio elettronico che consente la localizzazione di una persona sepolta sotto la neve. Arrivati su una cresta, Manuel ha iniziato la discesa. Con ogni probabilita’ e’ stato proprio lui a staccare con il suo peso la valanga, che l’ha inghiottito e trascinato lungo uno stretto canalone per centinaia e centinaia di metri. Il suo amico, che era rimasto sulla cresta, ha subito lanciato l’allarme con il cellulare. L’intervento di soccorso e’ stato molto difficile e pericoloso. ”A causa della neve fresca caduta la scorsa notte e il vento che soffia in quota il pericolo valanghe e’ forte (grado 4 di 5, ndr). Inoltre, quando siamo arrivati sul posto, gran parte della valanga doveva ancora staccarsi dal pendio”, racconta Raffael Kostner, fondatore e attuale direttore tecnico dell’elisoccorso Aiut Alpin Dolomites. ”Per questo motivo – spiega – ho mandato su meno uomini possibile e li ho fatti portare via al piu’ presto”. Se l’enorme banco di neve si fosse staccato durante l’operazione di recupero della salma, il bilancio poteva essere ancora piu’ grave. All’intervento hanno partecipato anche la squadra vigilanza e soccorso dei carabinieri, il soccorso alpino e un secondo elicottero, ma per il ragazzo non c’era piu’ nulla da fare. Manuel era morto sul colpo. ”E’ stato un intervento particolarmente triste”, ha ammesso Kostner, che dal 1968 fa parte del soccorso alpino. La notizia della morte di Manuel si e’ diffusa in un attimo in val Gardena e nel pomeriggio e’ iniziato il pellegrinaggio di amici e parenti alla camera mortuaria di Ortisei.

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