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Alitalia, cda imminente. Cambiano i vertici?

Fissata la data del prossimo cda, che si svolgera’ giovedi’ 14 febbraio, proseguono i contatti tra i soci per definire il finanziamento necessario alla compagnia per far fronte ai problemi di liquidita’. E mentre l’azienda e’ impegnata a gestire anche le conseguenze giudiziarie e di immagine dell’incidente all’aereo di Carpatair, crescono i rumors su un possibile cambio al vertice della compagnia, a quasi anno dall’arrivo di Andrea Ragnetti alla cloche di Alitalia. Il cda che dovra’ dare il via libera al finanziamento di circa 150-200 milioni e’ fissato per la prossima settimana. A favore del prestito ci sarebbero i soci maggiori, mentre gli azionisti piu’ piccoli starebbero ancora valutando l’adesione all’operazione. Nell’ultimo cda inoltre era emerso il nodo delle deleghe operative, e alcuni azionisti hanno gia’ espresso l’intenzione di chiedere una discontinuita’ gestionale per avallare l’adesione ad un nuovo sforzo finanziario. E secondo alcune fonti starebbero crescendo anche le voci di possibili dimissioni di Ragnetti. E alcuni soci sollevano anche un’altra questione: sono ”tuttora irrisolti” i problemi e le prospettive industriali. Lo sostiene l’ad di Atlantia (che ha l’8,9% della compagnia) Giovanni Castellucci, che in un’intervista al Corriere della Sera dice di aspettarsi una sola cosa: ”che Air France-Klm, quale socio industriale, renda evidenti i suoi programmi e progetti per il futuro di Alitalia”. Castellucci, che non appoggerebbe nessun progetto che vada nella direzione di un’Alitalia ridotta a un regional, evidenzia inoltre la necessita’ di un intervento del Governo italiano: ”Il governo francese sostiene, come e’ giusto, la politica industriale dei suoi players. In Italia questo tema e’ stato delegato agli azionisti”. E con un’Alitalia ”senza un ruolo primario”, avverte, ci sarebbero ricadute anche per Fiumicino, che ”dovrebbe rivedere i suoi piani”. Intanto i sindacati criticano il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano, per alcune affermazioni sulla sicurezza all’indomani dell’incidente della Carpatair: ”Finche’ non succede qualcosa di davvero importante non ci sono motivi legati alla sicurezza per cambiare atteggiamento”, ha detto Schisano riferendosi agli allarmi che, negli ultimi mesi, hanno preceduto l’incidente. Schisano ha comunque assicurato che ”la gravita’ riconosciuta da Alitalia” e’ dimostrata dalla decisione di sospendere i voli effettuati da Carpatair. Ma per Mauro Rossi della Filt e’ comunque un fatto di ”gravita’ inaudita”, perche’ sembra che si debba intervenire solo dopo il morto. Per Francesco Persi della Fit, il direttore operativo sbaglia anche a dire che per Alitalia e’ conveniente avere un contratto con Carpatair: ”I conti – afferma – dimostrano che Carpatair non conviene”.

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