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Corte dei Conti: irrazionale la distribuzione delle risorse, cala la spesa ma crescono i ticket

Irrazionale distribuzione delle risorse, disattenzione dei pubblici amministratori, moltiplicazioni dei centri di spesa e proliferazioni delle strutture. E’ il quadro tracciato dal procuratore generale della Corte dei Conti Salvatore Nottola, nella relazione all’inaugurazione a Roma dell’anno giudiziario 2013. “Il comparto della spesa sanitaria presenta, come e’ noto – scrive il procuratore nella relazione – molte criticita’”. “L’eccessivo impegno finanziario, a fronte delle utilita’ che assicura, puo’ dipendere da vari fattori. Da una irrazionale distribuzione delle risorse – osserva Nottola – dalla disattenzione dei pubblici amministratori, dalla moltiplicazione dei centri di spesa, dalla proliferazione delle strutture, talvolta inutili e dalla mancanza di controllo sulla gestione e sul funzionamento degli uni e delle altre”. Pur nelle difficolta’ sottolineate dal procuratore, il report della Corte dei Conti fotografa anche qualche segnale positivo: “nel 2011 per la prima volta da anni, la spesa complessiva, pari a circa 112 miliardi, decresce dello 0,6% rispetto all’anno precedente, e si riduce anche l’incidenza sul Pil, che passa dal 7,3% del 2010 al 7,1%. Ma, sottolinea la Corte, “lo sforzo richiesto in termini di ticket e incremento del prelievo fiscale oltre a quello base (specie, ma non solo, nelle Regioni in squilibrio strutturale) e’ cresciuto nell’ultimo anno di quasi il 6%. Gli interventi sulla spesa non potranno, quindi, non riflettersi su tale fronte, riducendo le differenze a livello territoriale non giustificate, nella maggioranza dei casi, della diversa qualita’ del servizio offerto”. Secondo la relazione, le risorse impegnate nel 2011 per la sanita’, sulla base dei dati di rendiconto comunicati dalle regioni, costituiscono il 74,5% della spesa corrente complessiva. Nel 2011 si e’ verificata una generalizzata tendenza alla contrazione del debito totale, che passa da 42.600 del 2010 a 42.200 milioni di euro, contraddistinta da una riduzione dell’incidenza del debito a carico dello Stato su quello regionale, mentre cresce la percentuale di indebitamento di Toscana, Marche, Molise, Campania, Piemonte e Lazio.

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