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Ingroia, noi unica sinistra. No a Monti uomo di destra

Antonio Ingroia e’ categorico: chi e’ davvero di sinistra non potra’ mai appoggiare Mario Monti che invece ”e’ un uomo di destra” che cerca di realizzare ”politiche di destra”. Intervenendo al Forum dell’Ansa per fare il punto su questa campagna elettorale ”troppo serrata” perche’ breve, il leader di ‘Rivoluzione Civile’ avverte che la sua sara’ ”l’unica vera forza di sinistra presente nel prossimo Parlamento” proprio perche’ dira’ no ad ogni compromesso con ‘Scelta Civica’. L’ex Pm non dice ‘no’ solo a Monti. Anche Marchionne, che torna a definire il ‘padrone delle ferriere’ e’ ”lontano milioni di anni luce” da quelli che sono gli obiettivi di ‘Rivoluzione Civile’ che ”contro” l’Ad della Fiat candida al secondo posto in Campania, Antonio Di Luca, uno dei 18 operai di Pomigliano che il leader della Fiat ”vorrebbe pagare pur di non veder tornare al lavoro”. Lui, infatti, avverte subito che tra le prime cose che farebbe se dovesse mai varcare la soglia di Palazzo Chigi ci sarebbero il ripristino dell’articolo 18 dei lavoratori; la cancellazione dell’articolo 8; l’ azzeramento delle riforme Fornero. Ma non basta. Ingroia, nei primi tre Cdm del suo ipotetico governo ”approverebbe” nell’ ordine: una legge sul conflitto di interessi; una norma che cancelli ”tutte le leggi ad personam”; una che ripristini il falso in bilancio. ‘Rivoluzione Civile’, almeno ad ascoltare l’ex Pm, ha un progetto davvero ambizioso. ”Noi non siamo un taxi – assicura – ne’ qualcosa che durera’ solo lo spazio di questo voto. Noi vogliamo cambiare l’Italia e non ‘combattere’ la mafia, bensi’ ‘eliminarla’. Vogliamo cambiare l’Europa ricontrattando il fiscal compact. E tutto questo non si puo’ fare solo nello spazio di una legislatura”. ”Andremo avanti”, prosegue, sperando di ottenere almeno il 4% alla Camera. ”Come gli allenatori delle squadre di calcio – afferma sorridendo – puntiamo alla salvezza”. Anche al Senato? ”Noi speriamo di si’ in almeno tre regioni”, risponde ribadendo di aver ricevuto la richiesta di desistenza da parte del Pd (”E’ grave se lo hanno fatto all’insaputa di Bersani”). Ma l’importante e’ approdare almeno a Montecitorio. In questo modo ”porteremo avanti i nostri progetti” uno dei quali, quello che rivendica con piu’ forza, e’ quella che lui ha gia’ ribattezzato la ‘legge Ingroia-La Torre’ e non solo perche’ ”e’ il seguito di quella voluta da Pio La Torre” per aggredire i beni mafiosi, ma anche perche’ l’ha scritta a quattro mani con Franco la Torre, il figlio di Pio, candidato di ‘RC’ in Sicilia. Con questa proposta, incalza, ”noi puntiamo ad aggredire i patrimoni di corrotti ed evasori cosi’ come la legge consente di aggredire quelli della criminalita”’. L’idea e’ di costituire un Alto Commissario che controlli i grandi patrimoni sospetti. In caso di irregolarita’ se ne chiede il sequestro. Se entro sei mesi non si dimostra la provenienza lecita delle ricchezze, queste verranno confiscate. E da questo, Ingroia spera di far tornare allo Stato cio’ che poi permettera’ ”davvero e non per finta di ridurre la pressione fiscale ai cittadini”. Ingroia boccia infatti tutte le promesse shock di Monti e del Cav e bolla il condono tombale ”come un aiuto agli evasori”. Lui, in questa campagna ”serrata perche’ breve”, si sente censurato dalle Tv e pertanto rilancia ”un vero confronto” con i sei candidati premier. ”Io non temo nessuno e sono aperto al confronto con tutti”, assicura. Poi, interrogandolo a fondo su quelle che sono le sue convinzioni, conferma cio’ che disse da Pm nel luglio 2012: ”Io sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere”, ammette. La legge ”va cambiata anche per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri”. Infine, nessuna polemica con Napolitano: non appena le intercettazioni ”verranno distrutte” queste ”spariranno anche dal mio cervello”. Al Colle? Vedrei bene Gustavo Zagrebelsky, conclude.

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