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Comune di Roma, Ciardi verso il processo per finanziamento illecito

Roma - Giorgio Ciardi, delegato dal sindaco alla Sicurezza della Capitale

La Procura di Roma sta indagando sulle spese sostenute dal consigliere comunale Giorgio Ciardi nel corso della passata campagna elettorale, nel 2008 nelle liste del Pdl. Quarantasette anni, fratello di un pm romano e delegato per il sindaco Alemanno alle Politiche per la Sicurezza. E soprattutto, il nome di Ciardi è accostato a quello dell’ex vice presidente del consiglio comune, Samuele Piccolo e la sua famiglia. Il delegato alla sicurezza della Capitale è infatti dal settembre 2008 un dipendente del gruppo Piccolo, nello specifico per il Gruppo Servizi Generali e da aprile 2010 per il Consorzio Lavoro Attivo. Per ora i magistrati hanno depositato gli atti, ma in genere si tratta del primo passo propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio, per quattro cene elettorali.

QUATTRO CENE ELETTORALI Le fatture, per complessivi 29.840,00 euro, sono contestate a Ciardi il cui pagamento, secondo la procura, configura il reato di finanziamento illecito al partito. In questa indagine figurano altre persone. E’ questo uno dei filoni dell’inchiesta sull`ex vicepresidente del consiglio comunale, Samuele Piccolo, finito agli arresti, lo scorso luglio, per la maxi evasione fiscale del consorzio di cooperative che faceva riferimento al fratello Massimiliano, e le accuse di associazione a delinquere, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita e frode fiscale.

FINANZIAMENTO ILLECITO Per Ciardi l’accusa formulata dai pm Paolo Ielo, Barbara Sargenti e Mario Palazzi è quella di finanziamento illecito. La contestazione coinvolge oltre a lui, lo stesso Massimiliano Piccolo che Franco Cannone, uomo ritenuto vicino a quest’ultimo. Si sta indagando su ulteriori incontri e cene che sarebbero stati finanziati “senza la deliberazione dell’organo sociale competente e senza l’iscrizione della erogazione a bilancio”. Nel complesso il documento che attesta il deposito degli atti chiama in complesso sette persone, oltre ai fratelli Piccolo, Ciardi e Cannone, vengono chiamati in causa Ezio D’Angelo, Andrea Putrino e Laura Magrini. Nei prossimi giorni i magistrati chiuderanno il cerchio anche sulla tranche principale e che riguarda una cinquantina di persone, a vario titolo coinvolte nell’associazione a delinquere che drenava fondi evadendo il fisco.

REVOCARE IL MANDATO «Lo scenario ipotizzato dalla Procura di Roma sul delegato alla sicurezza Giorgio Ciardi è a dir poco inquietante», avverte Marco Giudici sul caso che coinvolge il delegato alla Sicurezza di Roma Capitale. «Non capisco cosa aspetta il sindaco Alemanno a revocargli il mandato». Giudici punta il dito sulla questione morale. «E’ necessario fare una pulizia interna ben accurata, – dice – onde evitare che gli elettori scelgano la nuova classe politica votando con la matita nella mano destra e la scure in quella sinistra».

MEMORIA DIFENSIVA «Ho piena fiducia nell’operato della magistratura», fa sapere Giorgio Ciardi, «sto valutando la presentazione di una memoria difensiva e di tutti gli atti che saranno utili a chiarire la mia posizione e l’accertamento della verità». Redazione Online News

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