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Comuni-Regioni, bilanci impossibili con patto di stabilità

Vasco Errani

Comuni e Regioni tornano ad accendere i riflettori sul patto di stabilita’ e in una lettera inviata al premier Mario Monti e al ministro dell’Economia Vittorio Grilli lanciano l’allarme sui bilanci. ”Registriamo una diffusa e assolutamente maggioritaria impossibilita’ a predisporre i bilanci nel rispetto dei vincoli del Patto di Stabilita’ interno”, hanno scritto Graziano Delrio e Vasco Errani. La lettera in realta’ ripercorre temi gia’ oggetto di antichi contrasti con Palazzo Chigi. Pero’ il presidente dell’Anci ha tenuto a spiegare che in questa fase era importante mettere agli atti nero su bianco le richieste dei Sindaci, ricordando che a suo tempo ”Monti aveva promesso un allentamento del Patto”. Diversa la visuale del vicepresidente della Conferenza delle Regioni e governatore della Basilicata, Vito De Filippo, che ha sollecitato maggior impegno del governo italiano in sede Ue per allentare una volta per tutte i vincoli del patto di stabilita’. Nella lettera Comuni e Regioni chiedono dunque al governo ”un provvedimento che risolva quelle questioni che oggi pregiudicano una corretta attivita’ contabile e finanziaria degli enti”, aggiungendo che nel frattempo la situazione e’ divenuta ”insostenibile”. Diversi i temi toccati in particolare dai Comuni, che chiedono un differimento del pagamento della Tares a gennaio 2014, visto che la scadenza di luglio ”pone un serissimo problema di liquidita’ ai Comuni che dovrebbero anticipare alle aziende i corrispettivi per erogare i servizi”; riportare il taglio a carico del comparto dei Comuni per il 2013, pari a 2,25 miliardi, a una cifra ragionevole e sostenibile, utilizzando i risultati conseguiti con la determinazione dei fabbisogni standard, con l’obiettivo di lavorare da subito per un percorso di riqualificazione della spesa ed efficienza ed economicita’ dei servizi”; e l’esclusione dei piccoli comuni dal patto per il 2013 ”in quanto impegnati in un processo complesso di carattere ordinamentale finalizzato alla gestione associata di tutte le funzioni”. La Regioni segnalano invece ”l’urgenza di rivedere il taglio al fondo sanitario che non consente di garantire i servizi essenziali con rischi concreti di tenuta dell’intero sistema, cosi’ come bisogna assicurare il finanziamento del Trasporto pubblico locale, settore in grande difficolta’ che invece necessiterebbe di investimenti innovativi”. Ultimo capitolo quello delle politiche sociali, ”dove si assiste a un fabbisogno crescente con risorse scarse e decrescenti”. Interpellato dall’ANSA il presidente dell’Anci Graziano Delrio ha spiegato che ”quest’anno la maggior parte dei Comuni avra’ grandi difficolta” a chiudere i bilanci”. Tutta colpa del combinato disposto patto-tagli, peraltro in una situazione caratterizzata dalla presenza di circa 50 comuni in fase di predissesto, in maggioranza al Sud, ”di cui buona parte puo’ essere tecnicamente dichiarata in stato di fallimento”. ”Sono ormai 3 anni che cerchiamo di convincere i governi che il patto di stabilita’ ingessa lo sviluppo delle Regioni e crea a noi governatori gravissime difficolta’ per la gestione delle attivita’ produttive”, ha ricordato De Filippo. Che chiede una ”nettizzazione” delle risorse che arrivano alle Regioni con i fondi Ue e un maggior impegno del governo italiano a Bruxelles per vincere ”la battaglia per l’allentamento del patto di stabilita”’.

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