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RUGBY/ Italia che botta, con la Scozia il sogno diventa un incubo (34-10)

E’ un Carnevale amarissimo quello dell’Italia del rugby, che gioca un atroce scherzo a se stessa e torna sulla improvvisamente sulla terra. Solo il tempo, ovvero il resto del 6 Nazioni, dira’ se l’impresa del 3 febbraio scorso contro la Francia e’ stata l’inizio di una nuova era, oppure se la realta’ e’ questa amarissima di Edimburgo, dove gli azzurri, forse ‘intontiti’ dalle cornamuse, hanno incassato la peggiore sconfitta (24 punti di scarto) della loro storia nel torneo contro gli scozzesi. Sull’erba bagnata di Murrayfield, in contesto in cui la squadra di Brunel ha provato a fare il proprio gioco, e quindi ad osare come insegna il tecnico francese, il sogno e’ diventato un incubo, non c’e’ mai stato match e l’Italrugby ha subito un’autentica lezione. E’ una botta che fa male, visto il punteggio (34-10) contro una rivale che in passato e’ stata piu’ volte battuta e che, fino a ieri, era descritta a pezzi, aggrappata a questa partita per non sprofondare in una crisi profonda, dopo aver vinto solo 2 partite delle ultime 18 giocate nel 6 Nazioni e le botte prese nei test di novembre. Invece ad esibire gente protagonista solo di un festival delle velleita’ e’ stato il team azzurro, che ha fatto sembrare fenomeni degli avversari che in realta’ non lo sono, e che hanno capitalizzato al massimo la solidita’ difensiva (per ben 146 volte hanno placcato gli azzurri) e la maggiore efficacia sui punti d’incontro, trasformatasi in piu’ di una occasione in un gioco a volte ai limiti del regolamento ma su cui l’arbitro sudafricano Peyper ha chiuso gli occhi. Ma non si e’ certo perso per la decisioni del direttore di gara, basti pensare a quanto capitan Parisse ha inutilmente spronato i compagni strillando loro che in fase di contesa del pallone bisognava imporre la propria fisicita’ come era stato fatto contro la Francia. Invece quest’Italia ha lasciato fare, e commesso troppi errori, tradita anche dalla sua cabina di regia, al punto che all’8′ st Brunel ha cambiato sia il mediano di mischia che quello d’apertura. Ma le colpe non sono tutte di Botes e Orquera, che oltretutto sono stati sfortunati, vedi l’azione delle terza meta scozzese, quando proprio Orquera stava servendo Benvenuti per lanciarlo verso la ‘fuga’ decisiva e invece e’ stato intercettato da Hogg che poi, con una volata impressionante, e’ corso nella meta’ campo italiana e poi oltre la linea nell’azione che vale 5 punti. La maggior grinta della Scozia si e’ vista anche nell’azione della meta successiva, quando Lamont ha ‘aggredito’ su un punto d’incontro e, con gli avversari fermi a protestare inutilmente (ogni tanto succede anche nel rugby…), se n’e’ andato via con l’ovale fino al momento in cui lo ha depositato in mezzo ai pali. Ad andare in meta sono poi stati gli azzurri con Zanni, che da una mischia ordinata ha ricevuto all’interno da Parisse, dando vita a una giocata che forse e’ stata la sola riuscita bene all’Italia in tutto il freddo pomeriggio di Edimburgo. Ora c’e’ una pausa che si spera sia rigenerante, quindi il 23 all’Olimpico arrivera’ il Galles che appena un anno fa ha vinto il 6 Nazioni facendo il Grande Slam, ma che poi ha perso per strada pezzi importanti. Sara’ il test ideale per capire se gli azzurri possono tornare a pensare in grande o sono tornati a essere quelli che hanno ancora tante cose da imparare.

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