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La Calabria entra in classifica: Bova tra i 21 “gioielli d’Italia”

Il Comune di Bova è entrato nella lista dei 21 “Gioielli d’Italia”. E il riconoscimento verrà ufficializzato domani, martedì 12 febbraio, a Palazzo Cornaro, sede del Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, alla presenza del Ministro del Turismo Piero Gnudi. I ventuno “gioielli” nell’intento del Governo faranno parte di una rete di qualità nel campo dell’ospitalità turistico – culturale che valicherà i confini nazionali con lo scopo di pubblicizzare l’Italian Life Style avendo come target il turista italiano e i turisti stranieri desiderosi di approfondire anche gli aspetti meno noti dell’offerta italiana. L’inserimento di Bova, unico Centro in Calabria, nel prestigiosissimo circuito di promozione turistica direttamente gestito dal Ministero regala allo splendido borgo una preziosa occasione di crescita e promozione culturale ed economica.
Le antiche origini del borgo di Bova (Vua) sono testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti nei pressi del Castello Normanno risalenti al Neolitico, anche se le prime testimonianze storicamente documentate sull’esistenza di Bova risalgono ai primi anni del secondo millennio, quando tra il 1040 ed il 1064 i Normanni si imposero su Arabi e Bizantini nella dominazione della Sicilia e della Calabria.Nel secolo VIII – VI a. C. divenne colonia della Magna Grecia, mentre nei secoli seguenti fu assediata dai Saraceni, dagli Arabi e dai Normanni, e proprio con quest’ultima dominazione Bova entrò nel periodo feudale e divenne contea. La città fu un’antica sede vescovile, e seguì il rito greco introdotto in Calabria dai monaci basiliani fino al 1572, anno in cui il Vescovo Stauriano impose il rito latino, fece scomparire ogni traccia del rito Bizantino e con esso tutti i quadri e le steli, sostituendole con statue seicentesche confacente al rito romano.Le testimonianze artistiche di questo periodo sono rappresentate anche dalle numerose chiese sparse sul territorio con i portali in pietra locale decorati e le statue marmoree attribuite alla Scuola Messinese. La latinizzazione portò alla graduale scomparsa della lingua greca, che veniva considerata la lingua del popolo o della povera gente.La storia recente porta agli anni ’70, quando, dopo importanti eventi sismici ed alluvionali, la maggioranza della popolazione si trasferisce sulla costa e sorge il Comune di Bova Marina. Dalla metà degli anni ’90 ad oggi nasce un nuovo interesse verso il comune di Bova Superiore e vengono valorizzate non solo le risorse culturali ma viene anche recuperato il patrimonio architettonico pubblico e privato. Nel 2003 arriva a livello nazionale la prima conferma che il percorso che si è intrapreso è quello vincente: il comune di Bova rientra nella rete dei Borghi più Belli d’Italia. Ora per il piccolo paese abbarbicato sulle pendici dell’Appennino un nuovo riconoscimento. Redazione Online News

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