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DIETRO LE QUINTE/ Grigio, noioso. Poche canzoni. Ma Fazio pensa a un quarto Sanremo

Poche canzoni in rapporto alle ore di spettacolo, non è un festival della canzone ma qualcos’altro. Assomiglia più ad un contenitore domenicale: ma è un format, un modello. Il modello-Fazio. Che a molti non piace. Anzi, grigio, noioso. Ma che qualcuno invece pensa si possa replicaere. E infatti l’ipotesi di un Fazio-quater (dopo le conduzioni del 1999, del 2000 e di quest’anno) al timone del Festival di Sanremo s’insinua gia’ all’Ariston, partendo dalle domande della sala stampa, com’e’ ormai prassi dopo la seconda serata di ogni edizione. Tutto pero’ e’ legato al progetto, all’idea-Festival. Lo ha detto lo stesso Fazio innanzi tutto, pur senza affermare al tempo stesso che vuol fare ed e’ disponibile da subito per l’edizione numero 64. Lo ha detto il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, che nei fatti tifa per avere il duo Fazio-Littizzetto sulla prima rete: “Non sono patrimonio solo di Rai3”, ha detto in conferenza stampa. Aggiungendo “non fatemi dire altro…”. Per poi provare, cinguettando su twitter, a tranquillizzare il direttore di Rai3, Andrea Vianello, pur accennando a una ipotesi “prestito” a febbraio, e visto che a febbraio ci siamo gia’ non poteva che riferirsi a quello del 2014, cioe’ al prossimo Festival. Dunque passaggio solo temporaneo e per progetti ben definiti, par di capire. Solo che c’e’ da verificare se il protagonista principale lo voglia o meno. E lui, Fazio, e’ stato piu’ o meno chiaro: “L’unica discriminante vera e se c’e’ un’idea”, per l’appuntom il famoso progetto. Perche’ secondo Fazio “valutare se condurre o no il Festival non serve a niente, la conduzione e’ alla fine quasi facile, e’ una conseguenza di un progetto difficile che governa una cosa poi semplice”. Ha anche detto che “per chi ha un rapporto continuo con la Rai e ti viene offerto di condurre Sanremo, che considero un monumento della televisione a cui si deve voler bene perche’ fa parte della nostra storia e vita, nella consapevolezza ovviamente di cio’ di cui si sta parlando, non si devono fare calcoli, se convenga o no”. Il progetto, solo il progetto, fa la differenza e fa decidere per il si’ o per il no. “Sono a Rai3 dal 1985, e’ la mia casa, la mia rete. La risposta e’ semplice – ricorda Fazio quando si parla di un suo passaggio alla rete ammiraglia – ‘Che tempo che fa’ non avrebbe senso se dev’essere fatto in modo edulcorato solo per andare su un’altra rete. Anche qui, dipende”. E poi il sasso (lino) tolto dalla scarpa: “Non per parlarne qui, ma io per 13 anni non ho messo piede a Rai1…Ma il problema per fortuna non c’e’ piu'”. Come dire che adesso le condizioni e probabilmente le persone ci sono per affrontare diversamente la questione. Anche se – per restare alle parole dell’altro giorno di Fazio – condurre il Festival di Sanremo e’ “una parentesi nella vita”, una “opportunita’ da cogliere con leggerezza e spensieratezza, tra l’altro cade spesso nel periodo di Carnevale..”. E “se la Rai mi ha chiamato e’ stato senz’altro un gesto di cortesia e anche un premio per me”. E rispetto alle precedenti sue conduzioni, Fazio “ora mi sento di poter dire che lo faccio con piu’ equilibrio, ma anche gioia di farlo ed e’ questo l’animo che abbiamo tutti noi”. Leone, da scaramantico come si e’ dichiarato oggi in conferenza stampa, non ufficializza. Per ora si limita ad accennare e frenare, cinguettare, far intendere per poi smorzare e tranquillizzare – specie il direttore di Rai3, Andrea Vianello – dicendo “non ti porteremo via Fazio”, ma anche “c’e’ gioco di squadra. magari un prestito a febbraio?”. E quale febbraio se non quello del 2014, viene subito da chiedersi. Leone dice anche “E comunque e’ troppo presto per parlare della conduzione del Festival 2014. Concentriamoci su questo e poi ci penseremo piu’ in la’”. Preferisce aspettare marzo per parlarne in maniera piu’ compiuta e con il delicato ruolo che riveste. Marzo perche’ lo scorso anno comincio’ a muoversi per il Festival (nel ruolo pero’ allora di direttore dell’Intrattenimento Rai, direzione che oggi non esiste piu’) proprio a marzo 2012. Fu allora che ne parlo’ per la prima volta a Fazio e furono gettate le basi per il progetto che ha portato a questa edizione del Festival subito premiata nelle prime due serate con eccellenti ascolti, andati oltre le piu’ ottimistiche previsioni di Rai, rete ammiraglia e squadra del conduttore. Come dire che la strada, volendo, e’ aperta.
Redazione Online

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