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Un belga il nuovo presidente dello Ior?

Lo Ior avrebbe di nuovo una guida. Secondo alcune indiscrezioni, il Papa ha firmato il decreto per la nomina del successore di Ettore Gotti Tedeschi alla presidenza della banca del Vaticano, posto rimasto scoperto dopo la sfiducia di fine maggio dello scorso anno al banchiere milanese. L’ultimo atto di Benedetto XVI che ha annunciato le proprie dimissioni per il 28 febbraio. Si tratterebbe di un banchiere belga, il cui nome girava già da una decina di giorni e che arriverà prima che il vertice del “governo” vaticano sarà dimissionato con l’addio di Ratzinger.
Potrebbe essere il primo atto dell’interregno inedito fra Benedetto XVI e il successore. “È possibile che nei prossimi giorni ci sarà la nomina del presidente dello Ior”, ha annunciato ieri il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. L’indicazione è generica, ma in realtà il Papa avrebbe sottoscritto formalmente la scelta ieri sera. Si tratterebbe di un banchiere belga, il cui nome girava da una decina di giorni; e che arriverà dunque prima del 28 febbraio.
Significa che il pontefice eletto dal prossimo Conclave non avrà il problema di cercare un nuovo capo della “banca del Papa”, come viene chiamato da tutti l’Istituto per le Opere di Religione. Lo aveva fatto capire il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, parlando di una scelta condivisa e attesa da tempo. Sul secondo aspetto, è difficile dargli torto. Lo Ior non ha un presidente dal 26 maggio del 2012, quando Ettore Gotti Tedeschi, fra l’altro rappresentante in Italia del gruppo bancario spagnolo Santander, fu sfiduciato all’unanimità e con parole ruvide. E in questi mesi, non è stato sostituito perché, secondo la versione ufficiosa, la struttura si era dimostrata abbastanza capace da reggere anche senza una figura di vertice. Ma a questo punto affiora qualche contraddizione tra la tesi dell’autosufficienza del consiglio d’amministrazione, e la volontà di togliere un’enorme castagna dal fuoco al successore di Benedetto XVI. Si sa che per trovare il profilo giusto, il Vaticano si è rivolto ai “cacciatori di teste” della Spencer & Stuart di Francoforte, una delle aziende di consulenza

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