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Per favore, ridateci Sanremo, quello vero

Per favore, ridateci Sanremo, quello vero. Quella di un tempo, delle canzoni. Usciamo dalle ipocrisie e abbiamo il coraggio di dire che il re è nudo. Quello che sta andando in onda è una edizione diluita, annacquata e quindi insapore di “Che tempo che fa”, format e trasmissione di Fazio con Littizzetto che fa da spalla. Poche canzoni, che quasi si perdono nel mare di insignificanti ospiti e di sermoni serviti in tutte le salse. Ci hanno risparmiato Saviano, ma perfino la Littizzetto ha fatto il suo ieri sera. Ci si è messo anche Roberto Baggio, con tanto di leggio. Ma che c’entra con l’Ariston il divin codino? Niente. Per carità, tutto politicamente corretto, ci mancherebbe. Temi elevati, messaggi potenti. Ma non chiamiamo quel contenitore Festival di Sanremo. E’ altro. E sempre avendo il coraggio di non essere ipocriti, si finisce per rimpiangere Baudo e Morandi. Tante canzoni, dei cantanti di grido, amati dal pubblico, tanta melodia con qualche eccentrica eccezione (c’è sempre stato nelle vecchie edizioni un Elio e le storie tese o similari). Questa edizione del Festival, con tutta la simpatia e la comprensione per Fabio Fazio è sconclusionata, grigia, noiosa. Fazio giganteggia nel suo piccolo e collaudato spazio a RaiTre, luci decise, poltroncine rosse e chiacchiera con l’ospite. Ma l’Ariston è un’altra cosa e anche Luciana Littizzetto appare spera e intimidita. I cantanti e le canzoni? Difficile salvare qualcosa. I veri big della categoria girano alla larga, la cosiddetta tradizione della canzone melodica italiana va a farsi benedire. C’è da chiedersi su quali basi sia stata fatta la selezione. La Rai fa affari comunque, il piatto pubblicitario è ricchissimo e i cachet degli ospiti ridotti rispetto al passato. Ma il canone lo paga l’utente, e merita di più. Meno male che Fiorellino ha portato il sapore di Modugno e che ieri sera Albano ha chiuso la puntata con una delle sue travolgenti interpetazioni. C’è la democrazia del telecomando, certo. Ma gli italiani sono irresistibilmente attratti da Sanremo. Chissà perchè.

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