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SANREMO/ Dall’Ariston sermoni e poca musica. E’ stata la serata del “Trottolino amoroso”

Il giorno di San Valentino e’ diventato la serata del Trottolino Amoroso. Un duetto tra Fabio Fazio e Luciana Littizzetto su ‘Vattene amore’, il brano portato nella storia del festival da Amedeo Minghi e Mietta, ha fatto da prologo a un bacio con tanto di casquet. Gia’ da questo inizio si puo’ ricavare la cifra di questa edizione in cui, trascinato da una Littizzetto sempre piu’ mattatrice, Fazio si sta concedendo delle piacevoli sortite da showman, con imitazioni (stasera un breve Mike) e qualche divertita scorribanda vocale. Ma questo e’ anche un festival che fa pensare e che propone idee, in un mix di humour e riflessione. San Valentino e’ dunque lo spunto per Trottolino amoroso ma anche per un monologo di Luciana Littizzetto. Un pezzo di bravura con un emozionante cambio di registro: prima l’ironia sul tema ”ti amo nonostante” riassumibile con questa frase: ”vi amiamo quando date il peggio perche’ ti amo e’ un apostrofo tra le parole e’ irrecuperabile, ma quasi quasi me lo tengo”. Poi l’affondo: ”ogni due tre giorni un uomo uccide una donna perche’ la considera sua proprieta’, l’amore con la violenza non c’entra un tubo, un uomo che ci mena e’ uno stronzo. Non abbiamo sette vite come i gatti, ne abbiamo una sola: non buttiamola”. Il miglior prologo a un flashmob con 50 ragazze sul palco per sostenere Break the Chain, la campagna contro il femminicidio. Quest’anno, solo in Italia, 127 donne sono state morte vittime della violenza. L’orchestra, doverosamente, sventolava i fazzoletti rossi simbolo della campagna. In una delle sue rare apparizioni televisive, Roberto Baggio ha letto una lettera aperta ai giovani proponendo il sillabario delle parole essenziali, passione, gioia, coraggio, successo, sacrificio. ”Abbracciate i vostri sogni, gli eroi quotidiani sono quelli che danno il massimo tutti i giorni” l’appello, preceduto da un video messaggio della leader birmana Aung San Suu Kyi. Stasera la gara ha assunto contorni piu’ classicamente sanremesi: i 14 Campioni hanno riproposto i brani che nelle prime due serate sono stati ammessi alla fase finale. I quattro Giovani di stasera erano Andrea Nardinocchi, Antonio Maggio, Paolo Simoni e Ilaria Porceddu. Il menu musicale prevedeva anche Anthony Hegarty, che il mondo della musica conosce come Anthony and the Johnson, una delle personalita’ piu’ sofisticate e originali della scena rock internazionale. ‘You are My Sister’, pianoforte voce e orchestra, e’ un viaggio al cuore dell’intensita’ che, dopo Asaf Avidan ieri, ha dato il segno ulteriore di un indirizzo musicale diverso dai super divi patinati o dalle nuove realta’ in playback. La ventenne e molto premiata pianista Leonora Armellini, specialista di Chopin, ha invece rappresentato la musica colta e il desiderio di valorizzare i nuovi talenti italiani. Nel tracciare un ritratto di queste serate del festival non si puo’ trascurare un aspetto, per dir cosi’ stilistico: la rottura con la tradizione delle presentazioni anodine, dei discorsi con tono robotico per ”non influenzare il televoto” che, poi si sa (c’e’ persino la scritta in sovraimpressione), non e’ controllabile. Scherzare, come fa la Littizzetto, sul rito dei codici da assegnare ai cantanti e similia, e’ un invito all’ascolto del festival. (

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