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Grillini all’assalto, prendiamoci il Parlamento

Caleranno a Roma da ogni parte d’Italia, il 22, per occupare piazza S.Giovanni, la piazza del primo maggio, dei sindacati, della sinistra. Grillo lancia il segnale, scendiamo a Roma occupiamo i palazzi del potere e cambianmo l’Italia. E’ convinto di averer alle alle spalle una armata,. 5-6 milin i di cittadini indignati, la sciurezza lo fa sparare alto. Ora vuole il Pçarlamento, per cambiarlo. E gli altri, i partiti tradizionali e quelli nuovi hanno paura. Come finirà? Giornali ed agenzie parlano sempre più di loro, risparmiando al Movimento Cinque Stelle l’onere di dover tirare fuori dei soldi per la campagna elettorale. ”Ogni grillino e’ come un granello di sabbia nell’ingranaggio della politica, ne basta uno per far inceppare il meccanismo. E’ questo che vorrei fare in Parlamento”. Se non e’ una dichiarazione di guerra poco ci manca. Di sicuro, quello di Donatella Agostinelli, 38 anni, di Jesi, capolista alla Camera per il Movimento Cinque Stelle nelle Marche, potrebbe essere il manifesto della rivoluzione che il Movimento 5 Stelle portera’ fin dentro il Parlamento. Un cambiamento radicale che va oltre la propaganda utilizzata in campagna elettorale, che va oltre il profilo del tutto inedito dei futuri ‘onorevoli’ e che e’ destinato a stravolgere regole consolidate, prassi e usi del confronto parlamentare. Liberi ma determinanti, distinti ma presenti: con questa parola d’ordine la truppa di ‘grillini’, pardon ‘attivisti’, che approdera’ in Parlamento si prepara infatti a prendersi tutto il potere che gli spetta. Fosse anche solo quello di veto. Andando anche a ricoprire gli incarichi che gli dovranno essere riservati in base a quello che si rivelera’ il loro successo elettorale. E i piu’ esperti tra gli attivisti assicurano che non c’e’ alcuna preclusione a ricoprire incarichi previsti dai regolamenti parlamentari. E cioe’ una delle quattro vicepresidenze di Camera e Senato e la presidenza di Commissioni e Giunte che spettano per prassi all’opposizione. Le rivendicheranno, ma senza trattare poltrone. E senza fare accordi o alleanze con gli altri partiti. Questi, con un notevole carico di suspense, se la ridono e attendono i ‘duri e puri’ alla prova dei fatti: quando saranno qui, prevedono in molti, dovranno vedersela con la ‘politica’ e diventeranno parte di quella ‘casta’ che tanto hanno avversato. La scommessa, dunque, sara’ per loro quella di scardinare questo assunto. ”Cercheremo di fare gruppo per proteggerci da tentativi di cooptazione e di non usufruire della mensa e della buvette, sia per far risparmiare denaro allo Stato che per evitare incontri spiacevoli e imbarazzanti con i vari Scilipoti”, annuncia Vito Crimi, 40 anni, impiegato della Corte d’Appello di Brescia e secondo in lista al Senato in Lombardia, uno dei decani del M5S da quando, nel 2007, ha partecipato al primo ‘V Day’ di Grillo. Bastera’? Come verranno guidate le truppe in Parlamento se il ruolo di capogruppo verra’, come previsto, assegnato a rotazione? E se le presidenze delle Commissioni verranno ridiscusse alla scadenza dei due anni? Per ora una sola direttiva di marcia ‘politica’ e’ presa. Sono escluse alleanze o appoggi esterni a governi altrui, ma ”siamo disponibili a votare leggi compatibili con il nostro programma” annuncia Roberta Lombardi, 39 anni, romana, terza in lista nel Lazio 1 Camera. ”Votare i provvedimenti per il loro contenuto, senza pressioni o vincoli” e’ la parola d’ordine anche di Mirella Liuzzi, materana; con i suoi 27 anni e’ la piu’ giovane capolista, in Basilicata, per la Camera. Di cui si ripromette di raccontare tutto, come una webcam vivente. ”Non faremo alleanze in Parlamento, ma accordi sui contenuti: se una proposta ci interessa la voteremo, e cercheremo i voti a prescindere dalle liste, come sta gia’ facendo il Movimento 5 stelle in Sicilia, all’Ars” conferma Riccardo Nuti, capolista grillino alla Camera per la circoscrizione della Sicilia occidentale. Una delle teste piu’ ‘politiche’ del movimento, ex candidato sindaco di Palermo, consigliere piu’ votato alle ultime amministrative con 3162 preferenze, fuori da Palazzo delle Aquile perche’ la sua lista non ha raggiunto la soglia di sbarramento. Cosi’ come Riccardo Fico, definito da alcuni il delfino di Casaleggio, uno destinato ad emergere sulla truppa in arrivo. Napoletano, 38 anni, una laurea in Scienze delle comunicazioni, numero 1 per la Camera in Campania, ha alle spalle otto anni di battaglie, per l’acqua pubblica e contro lo smaltimento dei rifiuti tossici. ”In Parlamento – afferma – ci prenderemo tutto quanto ci spetta per regolamento. Poi, certo, le modalita’ con cui saremo li’ saranno innovative”. La piemontese Laura Castelli, 26 anni, laureata in economia, gia’ candidata con i Verdi a sostegno della ex governatrice Bresso e’ una fedelissima del capogruppo grillino in Regione, Davide Bono. Si battera’ contro la Tav, per la finanza etica, ma anche per il referendum sull’euro: bisogna ”ipotizzare una moneta complementare, a tutela dei prodotti a Km zero” dice. Ma in Parlamento arriveranno anche molti che sono meno esperti: come Gianni Pietro Girotto, trevigiano, candidato al Senato, nessuna militanza o esperienza politica alle spalle, solo tanto volontariato. Il suo ritratto e’ lo specchio della crisi: 46 anni e ancora precario, con un contratto a progetto, ormai in scadenza, nel settore dei servizi al lavoro. ”Sono uno che si incazza ma che ha voglia di fare. Quando e’ nato M5S l’ho seguito subito; piu’ per curiosita’ che per altro” confessa Girotto. ”Non avevo l’obiettivo di entrare in politica” spiega anche Emanuela Corda, cagliaritana di 36 anni, grafico pubblicitario, vignettista e fumettista, capolista alla Camera. Ora pero’ sono tutti in corsa, il viaggio comincia: ” Non saremo un partito tradizionale ma una volta eletti qualcosa dovra’ cambiare sul piano organizzativo” ammette la Agostinelli che, da laureata e precaria, non si fa scrupoli a dichiarare: ”Odio la politica”. Quella vecchia, e’ ovvio, quella che il M5S vuole rifondare. L’appuntamento è per venerd’ prossimo, a San Giovanni.
Redazione online

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