| categoria: editoriale

Si può dire cialtrone in politica?

Mario Monti è un politico ogm, geneticamente modificato, costruito a tavolino dai suoi consulenti. Ne pianificano il programma, gli intervneti, gli argomenti, gli atteggiamenti. Ma il vecchio loden ogni tanto salta fuori. Si può dare del cialtrone ad un avversario politico, ad un ex presidente del consiglio? A pensarci bene suona più pesante ed offensivo di tanti epiteti che i candidati si scambiano ad ogni pie’ sospinti. Frasi ingiuriose, decisamente pesanti che ormai non fanno nemmeno più impallidire in tv. Ma la lingua italiana è piena di sottigliezze. Dare del cialtrone ad un uomo di governo non significa solo buttare sul tavolo un termine decisamente desueto, ma caricare di significato una critica politica Il termine è fortemente dispregiativo, volutamente dispregiativo. Difficile che sia uscito per caso, soprattutto per finire addosso ad una persona che adotta, per educazione ed età anagrafica un linguaggio fuori tempo, datato. Il cialtrone è un infingardo, inaffidabile, lavativo, imbroglione. Doti decisamente fuori target per un uomo di Stato. Comprensibile che il Cavaliere abbia caricato a testa bassa come un toro. E dire che il professore ormai non perde occasione per criticare pesantemente il suo avversario. Ma colpire in quel modo, sotto la cintura…

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