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Berlusconi lo aveva detto: Messi annientato dai rossoneri

L’impresa del Milan contro il Barcellona parte dalla marcatura di Leo Messi, comer aveva suggerito il presidente Berlujsconi. L’argentino non e’ mai entrato in partita, non e’ riuscito a tirare una sola volta nello specchio della porta avversaria e ha perso una quantita’ innumerevole di palloni. Premesso che il fuoriclasse del Barcellona non era in serata di grazia, Massimiliano Allegri ci ha messo del suo. Ha funzionato l’idea di non marcare a uomo il piu’ talentuoso degli avversari, facendo in modo che a Messi non arrivasse quasi mai il pallone negli ultimi sedici metri, ma soltanto in zone poco pericolose del campo. Schierato sulla destra da Vilanova, sostituito in panchina da Roura, l’argentino ha spesso cercato di convergere verso il centro e quando ha capito che la partita non stava andando per il verso giusto ha arretrato il suo raggio d’azione per provare a scambiare con i compagni. A turno si sono alternati nella sua marcatura Mexes, implacabile nell’uno contro uno, Constant quando l’argentino ha provato a cercare il fondo e Ambrosini nei costanti raddoppi decisi da Allegri. Senza la loro stella piu’ lucente, gli ospiti hanno provato a imbastire il solito possesso palla, molto piu’ sterile del solito, tanto che Abbiati non ha effettuato alcun intervento di grande rilevanza. Poche volte si e’ visto Muntari su Messi, come aveva richiesto il presidente Berlusconi, assente al Meazza. Allegri ha preferito perseguire la stessa idea che aveva fatto la fortuna dell’Inter nel 2010, quando i nerazzurri affrontarono i catalani in semifinale e riuscirono a limitare il quattro volte Pallone d’Oro con una tattica molto simile a quella utilizzata dal Milan: tanti raddoppi, poco pressing, molto spazio per avviare l’azione ma pochissimo per tirare verso la porta. Anche stasera, come tre anni fa, l’idea ha dato frutti molto confortanti e al ritorno (altro dato che accomuna l’impresa dei nerazzurri a quella ora piu’ probabile dei rossoneri) Messi e compagni dovranno recuperare uno svantaggio di due reti. Per il numero 10 del Barcellona il bottino a San Siro resta magrissimo: un gol su rigore in cinque apparizioni, due contro l’Inter e tre contro il Milan. Lui che e’ legato a Milano per motivi di sponsor e che sovente appare per le strade del capoluogo lombardo, fatica enormemente a digerire l’erba del Meazza.

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