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Benvenuti a sprecopoli, il Lazio è un disastro:lo dice la Corte dei Conti

Nel 2012, nel Lazio, ci sono stati episodi “emblematici del livello di disinvolta gestione del denaro pubblico raggiunto nel nostro Paese e della inefficacia dei controlli amministrativi”. Cosi’, nel corso del suo discorso inaugurale del nuovo anno giudiziario della sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei Conti, il presidente Ivan De Musso. In particolare, De Musso ha ricordato come l’anno giudiziario 2012 si è aperto “con la condanna, suscettibile di rivalutazione in corte d’appello, di dieci società concessionarie del gioco lecito, nonché di alcuni dirigenti dei Monopoli di Stato, in quanto le inadempienze contrattuali delle prime e l’omissione di efficaci controlli da parte dei secondi hanno prodotto un danno da disservizio all’erario di 2,5 miliardi di euro”.
Altra fattispecie di “ingente danno erariale”, secondo De Musso, “è stata individuata in materia di riscossione di tributi ed entrate comunali (circa 80 milioni di euro). Il fatto riguardava in particolare una nota società concessionaria della riscossione, oggi in amministrazione straordinaria, alla quale, in virtù di un’apposita convenzione, l’amministrazione comunale aveva riconosciuto un aggio fino al 30% sulle somme riscosse”, sebbene “l’ente locale in questione non conoscesse l’esatto ammontare di queste somme”. “C’e’ poi chi ha lucrato anche sui farmaci salvavita”, ha aggiunto De Musso citando il caso della “titolare di una farmacia che, approfittando della dicitura urgente apposta sulla prescrizione del medico di base, ha attivato la procedura ordinaria (invece della semplice messa a disposizione) per la richiesta ai centri del servizio sanitario nazionale del farmaco. Procedura che prevede il rimborso, a favore della farmacia, del prezzo pieno del farmaco anziché del solo costo della sua distribuzione”. De Musso ha infine denunciato come “nonostante il ruolo insostituibile svolto a favore dello Stato, la giurisdizione della Corte dei conti è fatta oggetto di frequenti tentativi di riduzione del suo ambito di competenza, in quanto invisa alla minoranza dei cattivi amministratori pubblici, che vedono in essa un pericolo costante all’impunita’ delle loro azioni illecite e che sono sempre alla ricerca di sponde protettive”.
Sempre nella sanità, “sono noti i motivi di preoccupazione: ospedali troppo piccoli, troppi posti letto, qualità delle cure non all’altezza dei costi, disfunzioni organizzative e inidoneità degli organi di controllo interno”. C’è poi il nodo delle retribuzioni dei medici: “La prassi contra legem di sopperire alle assenze di personale medico facendo ricorso a prestazioni aggiuntive rese dai medici in servizio, con anomalo incremento delle loro retribuzioni: si tratta di un vero e proprio aggiramento dei divieti imposti dalla legge, al punto che l’effetto del blocco delle assunzioni è risultato del tutto inutile sul piano economico oltre che deleterio sotto il profilo amministrativo e organizzativo”. De Dominicis ha comunque sottolineato che, nel comparto della sanità del Lazio, “nel 2012 si sono colti aspetti positivi e di miglioramento del servizio rispetto agli anni precedenti”. In particolare, “il policlinico Umberto I va assumendo un volto efficiente, più adeguato alle sfide dei tempi nuovi”.
Nel corso del 2012, per quanto attiene alle “ipotesi di disservizio e di mala gestio con connotazioni illecite causate da fatti di corruzione sia diretta che indiretta”, “tra le fattispecie illecite ricordo quella riconducibile alla dissennata gestione di Ama spa, società partecipata al 100% dal Comune di Roma”. Secondo De Dominicis, l’Ama “attraverso la sua controllata Ama International, affidò ad Ama Senegal lo spazzamento, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani in Senegal. L’esito e’ stato fallimentare, in quanto l’operazione non e’ riuscita e i danni accumulati sono stati ingenti, con pesante accollo al Comune di Roma”. Intanti spunta un video nel quale il procuratore De Dominicis confernma l’apertura di due inchieste diustinte: una sulla Provincia di Roma e relativa all’acquisto della nuova sede della Provincia e l’altra sul buco di bilancio lasciato dalla Giunta Veltroni. De Domincis parla chiaro: “La magistratura contabile non può interferire nell’attuale campagna elettorale.. poi la carenza di giudici ci ha rallentato”.

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