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Grillo ha un piano: sette punti per cambiare il paese

Finalmente un programma. Beppe Grillo abbandona per un attimo tono e verve da comizio, da stadio per lanciare segnali concreti che in mancanza di meglio possono essere considerati una bozza di programma del Movimento. Non sarà in Parlamento, ma farà parte della delegazione che incontrerà il presidente della Repubblica al Quirinale per le consultazioni di rito. Il Movimento è suo, in fin dei conti. I giornalisti hanno fatto la posta a lungo, davanti alla villa dell’attore, nel quartiere genovese di S.Ilario. E dunque il piano è questo. Grillo lancia Dario Fo al Quirinale e gela il governissimo Pd- Pdl. Per la presidenza della Repubblica “io ho una mia idea personalissima: Dario Fo, un nobel famoso nel mondo. Ha una lucidità fantastica, è un ragazzo. Ha parlato con i meetup e ha capito perfettamente il senso del Movimento” dice il leader M5S, che stoppa subito una possibile alleanza tra centrosinistra e centrodestra: “Che si mettano il cuore in pace, noi siamo l’ostacolo”. “Faranno un governissimo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace” , aveva scritto su Twitter . Ma lascia anche una porta aperta al confronto, e questa è una prima, grande novità.”Non siamo mica contro il mondo, vedremo quando saremo dentro al Parlamento” come comportarci – spiega ai giornalisti- Se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma assolutamente le valuteremo” . E ancora. “Cominceremo a fare quello che abbiamo sempre detto, le nostre stelle: l’acqua pubblica, la scuola pubblica, la sanita’ pubblica”. Beppe Grillo promette che la ‘squadra’ eletta in Parlamento si impegnera’ per realizzare il programma del Movimento, a partire dal reddito di cittadinanza. Sette capitoli per cambiare il Paese, e’ la sfida dei 5 Stelle, partendo dal rapporto tra Stato e cittadini e passando per i grandi temi dell’energia, dell’informazione, dell’economia, dei trasporti, di salute e istruzione. Il no alla Tav e’ messo nero su bianco, ma anche l’eliminazione dei “monopoli di fatto” tra cui, a sorpresa, figura anche Mediaset, societa’ fiore all’occhiello di casa Berlusconi. Ci sono le ‘sforbiciate’ nell’agenda dei grillini, con l’abolizione delle province, dei rimborsi elettorali, delle Authority, l’accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, la riduzione a due mandati per i parlamentari e qualunque altra carica pubblica, il divieto per gli eletti ad esercitare altra professione durante il mandato. E poi il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari – esempio sindaco e deputato – non eleggibilita’ per i cittadini condannati, obbligatorieta’ della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare. I ddl dovranno essere resi pubblici online almeno tre mesi prima della loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini. Sul fronte dell’informazione, il programma dei 5 Stelle prevede tra le altre cose l’eliminazione dei contributi pubblici per le testate giornalistiche, ribadita da Grillo anche dal palco di San Giovanni nell’ultima tappa dello ‘tsunami tour’, abolizione dell’ordine dei giornalisti e della legge Gasparri, asta pubblica per le frequenze televisive, accesso alla Rete gratuito per ogni cittadino italiano. E la vendita ad azionariato diffuso, con proprieta’ massima del 10%, di due canali televisivi pubblici. Ce n’è abbastanza. Se altri saranno disponibili a dialogare sul pacchetto…

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