| categoria: sanità

Al Pronto Soccorso in auto o taxi, sempre meno italiani chiamano il 118

Sempre piu’ italiani scelgono, in caso di bisogno, di andare al pronto soccorso con i propri mezzi rinunciando a chiamare l’ambulanza. Spesso in macchina e in alcuni casi in taxi. Frutto anche di una maggiore consapevolezza dei danni che puo’ arrecare alla comunita’ l’uso improprio del servizio. Se nel 2011 era stato infatti il 68% ad usare i propri mezzi per raggiungere il Dea, il dipartimento d’emergenza, nel 2012 il dato ha fatto un balzo in avanti arrivando a toccare quasi il 78%. Un 10% in piu’, ovvero 650 mila cittadini che hanno raggiunto l’ospedale da soli. Un aumento che in alcune Regioni e’ piuttosto sostanzioso: Molise (+70%), Campania (+30%), Calabria (+10%) e Sicilia (+10%). Mentre sempre lo scorso anno poco piu’ del 18% ha utilizzato un mezzo di soccorso per raggiungere l’ospedale, contro il 27% del 2011. A far emergere un comportamento piu’ virtuoso dei connazionali nei confronti del 11, e’ anche il dato nazionale degli accessi totali ai pronto soccorso. Si e’ passati dai 14.479.595 del 2011 ai 13.433.427 del 2012. Dunque una riduzione di circa 1 mln di visite. A fotografare il fenomeno e’ il monitoraggio delle prestazioni erogate nell’ambito dell’emergenza-urgenza da parte delle strutture del 118 e dei presidi ospedalieri, trasmessi al sistema informativo Emur del ministero della Salute. Report aggiornato a fine 2012 (escluso il mese il dicembre per alcune Regioni). “A Napoli, pur non avendo una diminuzione delle chiamate, c’e’ un uso improprio del 118 che puo’ essere a volte paradossale e deleterio per il servizio – spiega dall’Adnkronos Salute Roberto Cascata, medico della centrale operativa del 118 di Napoli – l’ambulanza e’ chiamata spesso per lievi traumi a scuola, piccoli incidenti domestici e banali problemi di salute a lavoro o per chi e’ agli arresti domiciliari, tutti codici verdi che in realta’ non dovrebbero passare attraverso il nostro servizio. Ma lo fanno perche’, ad esempio a scuola, nessuno si vuole prendere la responsabilita’ d’intervenire subito. E’ piu’ facile contattare noi – aggiunge – ma questo produce poi l’allungamento dei tempi. Ecco che le persone, se devono aspettare un’ora il mezzo di soccorso, o rinunciano o si fanno accompagnare in ospedale”.

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