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Grillo tende la mano a Napolitano e sfida Pd-Pdl

L’altola’ di Giorgio Napolitano a Peer Steinbrueck fa breccia nel muro di cinta di Beppe Grillo, che oggi rivolge un inatteso chapeau al Presidente della Repubblica. A Berlino Napolitano “ha tenuto la schiena dritta”, riconosce il leader del M55 avviando cosi’ il disgelo in vista dell’incontro che avranno per le consultazioni, quando Grillo, al fianco di Gianroberto Casaleggio, varchera’ la soglia del Quirinale. “Ho letto e naturalmente apprezzato le parole di Beppe Grillo”, la risposta del Capo dello Stato, che ieri aveva prontamente declinato all’incontro con il candidato premier della Spd che aveva definito Grillo e Berlusconi due “clown”. Un caffe’ caldo per i giornalisti appostati da giorni fuori dalla villetta di Sant’Ilario, uno scusate il disturbo diretto ai vicini, il leader del Movimento 5 Stelle inizia la giornata con le migliori intenzioni. Ma a tarda mattinata sgancia una ‘bomba’ destinata a smuovere le acque, gia’ tumultuose, in cui navigano partiti e palazzi romani. E lancia il suo guanto di sfida a Pd e Pdl. La fiducia? La diano a un governo a 5 Stelle, rimarca su Twitter prendendo in prestito le parole postate sul suo blog dal giornalista-web Claudio Messora. Il Pdl e’ impegnato a fronteggiare una nuova grana giudiziaria per Silvio Berlusconi, indagato dalla Procura di Napoli per la presunta ‘compravendita’ di senatori messa a segno nel 2006, stando all’accusa, per sabotare il governo Prodi. Con Angelino Alfano che annuncia il ricorso alla piazza contro l’azione dei pm. La risposta del Pd a Grillo non si fa attendere. Pier Luigi Bersani ribatte: “Come noi rispettiamo gli elettori anche Grillo li rispetti. I numeri li vede anche lui, non pensi di scappare dalla sue responsabilita’ con delle battute. Ci si vede in Parlamento e davanti agli elettori”, taglia corto il segretario dem. E Massimo D’Alema mette in chiaro: Grillo sia responsabile o si prendera’ la responsabilita’ di un ritorno alle urne. La base grillina continua intanto a interrogarsi sul da farsi e la petizione ‘pro fiducia Pd’, numeri alla mano, supera quota 112mila firme in meno di 24 ore. Ma anche sull’istanza ‘salva Bersani’ si addensano dubbi. A gettare ombre e’ lo stesso Messora, che, sempre dal blog di Grillo, ne sconfessa l’autrice rea di militare nel Partito Pirata, lo stesso che nei mesi scrosi aveva cercato di affondare la nave dei 5 Stelle. Messora mette in guardia la truppa di neoeletti. “Cari ‘grillini’ – scrive – voi siete arrivati adesso con le valigie di cartone, ma questi conoscono l’arte di mettervelo in quel posto meglio di chiunque altro, avendo una lunga scuola alle spalle. Cercate di non farvi fregare e rimettete, con lucidita’, ogni tassello al suo posto”. Il blogger rimarca dunque il no ad ogni alleanza, ribadendo il niet a un governo Bersani con fiducia dei 5 Stelle all’attivo. “Voi, per la vostra storia – ricorda – e per la natura radicale delle vostre rivendicazioni, che sono quelle che gli italiani vi hanno chiesto esplicitamente di portare avanti, non potete votare la fiducia a un partito che si e’ reso corresponsabile dello stato in cui versa questo Paese”. A pochi minuti dalla pubblicazione del post, Grillo rilancia su Twitter. Ovvero conferma e sottoscrive, tradotto per chi e’ poco avvezzo al ‘verbo grillino’. Per tranquillizzare gli animi di chi teme l’ingovernabilita’ del Paese, Grillo lancia la sua provocazione. O meglio, alza la posta. “Tutt’al piu’, se proprio Pd e Pd-L ci tengono alla governabilita’ – scrive infatti Messora – possono sempre votare, loro, la fiducia al primo governo targato MoVimento 5 Stelle”. Nel tardo pomeriggio Grillo in persona ritorna sul concetto con un tweet: “Saranno gli altri a seguire il nostro programma”, assicura dopo esser stato raggiunto da un pacco ‘sospetto’ rivelatosi poi un falso allarme. E pensare che la giornata politica aveva avuto inizio con un invito alla ‘co-responsabilita” di tutte le forze politiche, arrivato da Massimo D’Alema. Sulle pagine del ‘Corsera’, proponeva un governo Pd e la presidenza delle due assemblee parlamentari ai 5 Stelle e al Pdl. In sintesi, “una legislatura costituente”, con “un’assunzione di responsabilita’ da parte delle forze principali, innanzitutto Movimento 5 stelle, centrodestra e noi”. Una proposta che non sembra tuttavia aver fatto breccia nel Movimento capitanato dal comico genovese. E mentre a Roma ci si interroga sul futuro, da Berlino Giorgio Napolitano rassicura gli anima e getta acqua sulle preoccupazioni europee riguardo al futuro dell’Italia. E, incalzato dai giornalisti, torna sull’incidente diplomatico con Peer Steinbrueck. “Ognuno e’ libero di pensare dentro di se’ quello che crede – dice – ma quando si parla di cose che riguardano un altro Paese, amico ed alleato, e che riguardano il risultato di libere elezioni, bisogna essere molto ponderati nei giudizi, non deve mai venire meno una regola di discrezione e rispetto nei rapporti tra Paesi amici”. Parole che gli valgono “l’onore alle armi” di Grillo, che proprio dal palco di San Giovanni, nell’ultima tappa dello tsunami tour, aveva tuonato contro il viaggio del Capo dello Stato a Berlino nei giorni in cui gli italiani tornavano alle urne. Il leader dei 5 Stelle fa un passo indietro. “In questi anni e’ stato criticato per molte scelte a mio avviso sbagliate – riconosce – ma ieri in Germania ho visto, al termine del suo mandato, il mio Presidente della Repubblica. Un italiano che ha tenuto la schiena dritta”. “Chapeau”. Ed e’ Napolitano a tranquillizzare chi avanza dubbi sulla tenuta del Paese. “L’Italia non e’ senza governo in questo momento, non e’ allo sbando – assicura da Berlino – C’e’ un governo che rimane in carica fino al giuramento del nuovo esecutivo e il governo Monti rappresentera’ l’Italia al Consiglio europeo di meta’ marzo, prendendosi tutte le responsabilita’ necessarie in continuita’ con la sua politica e consultando le forze politiche uscite dal voto”. Per ora c’e’ il governo Monti, un esecutivo tecnico. Finora un vero e proprio insulto per i 5 Stelle. Ma oggi, dalla webtv del Movimento, e’ lo stesso Messora a strizzare l’occhio all’ipotesi di una prorogatio al governo dei Professori. La strada maestra, ribadisce prontamente rilanciato in Rete da un tweet di Grillo, e’ un governo 5 Stelle. Ma in alternativa si potrebbe pensare a una prorogatio. “Si lascia Monti li’ tranquillo – ipotizza – e il governo tecnico, che tanto ora non sporca e non da’ fastidio. Non e’ che si debba andare avanti a colpi di decreti legge”. Al Parlamento resterebbero da sbrigare le riforme piu’ urgenti prima di tornare al voto, “legge elettorale – elenca Messora – il no ai condannati in Parlamento, una vera legge anticorruzione, un provvedimento sul conflitto di interessi. Insomma, una forma di governo parlamentare” potrebbe essere, a detta del blogger amato dai grillini, un’altra possibilita’ per uscire dal pantano.

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