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E con i grillini la visita a Montecitorio diventa un happening

Così tanta gente in fila per visitare la Camera dei Deputati non si vedeva da un pezzo, dicono i commessi all’ingresso. “Sarà la bella giornata di sole”, ironizza uno di loro. O l’effetto Cinque Stelle, con il Movimento che ha cercato di trasformare in un happening l’appuntamento fisso di ogni prima domenica del mese: la visita guidata di Montecitorio. “Tutti in Parlamento, la casa dei cittadini!” era lo slogan. E in fila, tra le migliaia di persone ad attendere per ore, sono parecchi quelli che hanno votato M5S. Alcuni hanno risposto alla chiamata on line, il resto l’ha fatto il passaparola. “Sono qui perché spero che ora le cose cambino qua dentro”, dice una donna arrivata tra i primi. Ci sono però anche molti turisti italiani. “Siamo venuti da Firenze per i 50 anni di un’amica – dice un uomo elegante in fila – L’appello su internet? Non ne so nulla”. I giornalisti danno la caccia ai neo deputati e senatori grillini che si sospetta siano mimetizzati tra la folla, ma è difficile trovarne uno. E soprattutto riconoscerlo. Così il quarto d’ora di celebrità – e anche di più – tocca ad alcuni elettori-attivisti che prima rifiutano, ma poi accolgono con voluttà l’assalto delle telecamere. Roberto, Alessandro, Tiberio, tutti uomini tra i 45 e i 55 anni i più loquaci, poca voglia di dire il cognome, molta di polemizzare con la stampa.

“Adesso ci avete scoperto, volete sapere con chi vogliamo allearci? – dice Alessandro, 44 anni, ristoratore ed ex parà della Folgore – Prima però ci chiamavate fascisti o ci ignoravate”. Ma la linea no-fiducia di Beppe Grillo la voterete on line? “Questo ci aspettiamo – risponde il suo amico Tiberio – Se si alleano con partiti che non voglio più vedere il mio voto lo perdono”. Il disturbatore tv Gabriele Paolini, di ritorno dallo show davanti alla villa toscana di Grillo, tiene un comizio ai margini della piazza, stavolta vestito. La banda dell’Esercito ha suonato e se ne è andata, secondo programma. “E’ un momento delicato per il Movimento e per l’Italia – ragiona Roberto, attivista romano M5S – Gli eletti si riuniranno ed elaboreranno una linea comune. Poi spero che potremo pronunciarci anche noi”.

Il mantra è: votiamo le leggi che ci piacciono, non appoggiamo un governo del Pd. Sui passaggi tecnici – fiducia, presidenze Camere etc. – le idee sono ancora vaghe. “Abbiamo fiducia negli eletti e in Beppe – dice Armando, altro elettore di Roma – Vedrete cosa farà il Movimento. Cosa mi aspetto? Che vengano rispettati i punti del programma”. Gira voce che alcuni deputati M5S abbiano fatto la fila in incognito con gli altri cittadini per visitare la Camera. “Ne ho visti un paio, erano vicini a noi, ma non ricordo i nomi – dice Tiberio – ho riconosciuto le facce di quelli che avevo votato on line”. “Accompagneremo gli eletti fino alla porta del Parlamento”, promette Roberto. Vicino, un altro elettore grillino imita il look da palombaro del leader, con giubbotto e occhialoni incorporati a renderlo irriconoscibile. Un gruppo di studenti greci in gita improvvisa un sirtaki in piazza Montecitorio, bandiera a strisce al vento. “In Grecia sappiamo chi è Grillo – dice un ragazzo – Lui ci vuole bene”.

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