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Processo Ruby, requisitoria:”Rete di prostituzione per le cene di Arcore”

E’ iniziata e si concluderà con le richieste di condanna il prossimo 8 marzo, la requisitoria della pubblica accusa nel processo Ruby che vede come unico imputato Silvio Berlusconi accusato di prostituzione minorile e concussione per la vicenda della giovane marocchina. Il primo a prendere la parola in aula è stato il pm Antonio Sangermano che ha esordito con queste parole: “Gli elementi di prova convergono univocamente ad attestare la responsabilità dell’imputato”. Sangermano ha proseguito spiegando che le serate organizzate ad Arcore erano “espressione di un collaudato sistema prostitutivo organizzato per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi”. Il sistema, per la Procura, era “organizzato” da Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora (imputati in un altro processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile). Secondo Sangermano verrà dimostrata “incontrovertibilmente la natura degli eventi organizzati presso la casa dell’imputato al fine di compiacerne la concupiscenza”, sostenendo come sia “totalmente infondato che le cene di Arcore fossero normali cene contornate da qualche episodio di burlesque”. Inoltre, per il magistrato con questo processo ci troviamo di fronte a una “macroscopica anomalia” dovuta al fatto che l’imputato “ha preso a remunerare gran parte dei testimoni a suo carico con 2.500 euro mensili”.
Il magistrato ha anche definito il ruolo di Nicole Minetti come “protagonista attiva delle serate di Arcore” e “che svolgeva un ruolo particolarmente delicato nell’ambito del procedimento compiendo ella personalmente atti prostitutivi prendendo denaro da Berlusconi” e “svolgendo un ruolo fondamentale ovvero l’attività di intermediatrice e agevolatrice dell’altrui prostituzione”.Sangermano parla di “ansia delle ragazze per restare a dormire ad Arcore. Una competizione che emerge dalle intercettazioni”, spiega il pm. Sempre dalle conversazioni captate dagli inquirenti “emerge in maniera lampante la terza fase delle serate ad Arcore”. Il pm porta ad esempio un colloquio tra Minetti e Barbara Faggioli che parlano di come Berlusconi abbia “perso la testa” per Roberta Bonasia, “con riferimenti alla sfera intima, cioè al gradimento che la Bonasia riceveva da Berlusconi” e “con recriminazioni sulle scelte fatte delle persone da tenere a dormire e agli emolumenti”.
Prima di dare inizio alla requisitoria i giudici avevano respinto la richiesta della difesa di acquisire nuove prove e nuove testimonianza. L’ultima udienza della fase istruttoria è stata dedicata alla deposizione del magistrato dei minori Anna Maria Fiorillo. Nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 la Fiorillo, aveva previsto che l’allora minorenne Ruby, fermata poche ore prima per furto, fosse destinata a una comunità protetta per minori. E anche dopo la quarta telefonata in arrivo dalla questura di Milano per dire che la giovane era in realtà la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak “non ho mai cambiato le mie disposizioni” come ha tenuto a sottolineare un’aula. Nella sua testimonianza, il pm Fiorillo ha parlato di 4 telefonate, tutte in arrivo dalla questura. Prima per riferirle che non c’erano più posti disponibili nelle comunità milanesi, poi, quando il telefono squillò dopo la mezzanotte, si qualificò il funzionario Giorgia Iafrate la quale “mi disse che si era presentata Nicole Minetti, consigliere ministeriale, per prendere la giovane. Io risposi affermando che non conoscevo la carica di consigliere ministeriale e domandai a quale titolo si presentasse. Il commissario Iafrate mi disse che questa persona era stata incaricata di prelevare la minore perché si trattava della nipote del presidente egiziano Mubarak. Io dissi che la giovane era marocchina e che comunque doveva essere identificata. E poi precisai che doveva esserci l’intervento del consolato egiziano, almeno una nota o una comunicazione, per consentire un affidamento di questo tipo”.

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