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IL PUNTO/ Bersani-Renzi, staffetta quasi inevitabile. Resta da vedere quando accadrà

In meno di 24 ore – il tempo intercorso tra la sua colazione di ieri (2 ore) con Mario Monti, l’intervista a Ballarò e l’oretta e mezzo passata alla riunione della Direzione del Pd – Matteo Renzi ha ucciso (politicamente, s’intende) e sepolto il segretario Pierluigi Bersani. Ormai è evidente che il futuro segretario sarà lui, il sindaco di Firenze. Non si deve faticare troppo per indovinare il pensiero di Renzi sulla relazione pronunciata in apertura della direzione da Bersani: il suo alzarsi e andarsene via senza neppure salutare dal palco è eloquente e dice lunga. Reazione peraltro identica a quella di un altro grande ex dirigente, Walter Veltroni, anche lui sparito senza dire parola.Il problema, adesso, è: quando ci sarà il passaggio delle consegne in casa Pd? Tutto dipende, ormai, dallo scontro – già in atto con violenza del partito democratico – tra chi è contro le elezioni e chi sollecita un governo o meglio un tentativo di fare il governo, come confessa qualcuno, “per non perdere la faccia”. Il de profundis sul tentativo che dovrebbe compiere Bersani è stato recitato oggi da Beppe Grillo, il quale ha elencato suo suo blog tutti i motivi che unisco il Pd al Pdl e non al M5S, giungendo alla conclusione che un accordo è impossibile.Stando così le cose, si può immaginare cosa si siano detti Monti e Renzi: aspetta qualche mese e, dopo le primarie nel Pd e eventualmente nuove elezioni, potremo fare insieme un governo di centrosinistra nel quale confluiranno anche molti oggi nel Pdl, deve aver detto in sostanza il Rottamatore. E ai può essere certi che il Professore non ha contraddetto l’interlocutore, il suo obiettivo da sempre è proprio quello: svuotare il serbatorio berlusconiano per fare un centro moderato che si allei ai riformisti di sinistra.Tagliando fuori di colpo da una parte Silvio Berlusconi e dall’altra la sinistra radicale che ha finora impedito al Pd di cambiare, come si è visto quando si è opposta, anche con colpi bassi, alla campagna di Renzi per le primarie del Pd. Quegli stessi, a sinistra, da Fassina e Orfini a Vendola che dopo aver detto: o un governo Bersani o di nuovo al voto subito, oggi stanno aprendo ad eventuali altre soluzion i che Napolitano dovesse inventarsi per dare un governo al Paese. Ma il futuro del Pd, come detto, lo ha già deciso Renzi lasciando la Direzione senza nemmeno intervenire.
Carlo Rebecchi

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