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IRE/ “Istruzioni per l’uso, 3° Edizione de l’immagine ritrovata”

Il laboratorio di trucco e camouflage ha reso ancora più belle le partecipanti alla terza edizione dell’evento ospitato da l’Istituto Tumori Regina Elena di Roma e nato per rispondere a dubbi e quesiti di coloro che hanno superato un tumore, in particolare di donne, pazienti, familiari e volontarie, che per natura sono più sensibili ed anche più timorose nel manifestare i propri bisogni.
L’iniziativa, dedicata quest’anno al percorso riabilitativo della donna giovane, fertile o in menopausa, ha offerto una panoramica su tutti gli aspetti medici di interesse per le donne: le novità nella gestione dei pazienti lungo sopravviventi, le opportunità offerte dalla chirurgia conservativa dei tumori ginecologici, i vantaggi offerti dai nuovi farmaci, le attuali strategie per avere una gravidanza dopo la terapia, la menopausa precoce, l’alimentazione e l’osteoporosi. Si è anche parlato della vita normale dopo la terapia, attraverso la testimonianza di donne, scrittrici e volontarie.
La Dott.ssa Antonella Savarese, oncologa IRE e promotrice dell’evento odierno, ha mostrato attraverso il progetto Oncomovies il modo in cui il cinema ha parlato del cancro negli ultimi 60 anni e come attraverso il linguaggio cinematografico dei cortometraggi i pazienti sono diventati autori di nuove storie, le loro.
“In Italia sono circa 2, 4 milioni – spiega il Prof. Francesco Cognetti, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Regina Elena e coordinatore dell’evento – i pazienti che hanno avuto una storia di tumore a prescindere dal tempo trascorso dalla diagnosi. Di questi, il 40% delle donne ha avuto un tumore alla mammella e circa il 15% una neoplasia ginecologica. Gli effetti collaterali sono tanti ed oggi occorre pensare ad ambulatori multidisciplinari in grado di accogliere e gestire le richieste delle pazienti ormai uscite dal ciclo terapeutico destinato alla patologia. Figure come cardiologo, neurologo, psicologo, fisioterapista, nonché esperti di terapie complementari che insieme possono contribuire a migliorare la qualità di vita di chi ha avuto un tumore. Ciò significherebbe minori attese negli ambulatori di oncologia medica, ottimizzazione delle risorse e della spesa sanitaria ma, in particolare, maggior attenzione alla centralità della persona.”
La dott.ssa Flori Degrassi, direttore sanitario aziendale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano e Presidente Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (ANDOS), ed il Prof. Francesco Cognetti hanno aperto i lavori tracciando le linee di come nel tempo siano cambiate le attività sanitarie: la prevenzione, sempre più legata agli stili di vita; la diagnosi, più accurata e precoce; e la terapia, ora personalizzata a seconda del tipo di tumore e delle caratteristiche del paziente. Ma il cancro come uno tsunami, anche quando si è fuori pericolo, lascia il segno.
L’esperienza del tumore presenta molteplici effetti collaterali non solo fisici, alcuni legati alle terapie, altri che, anche a distanza di tempo, perdurano oltre la guarigione: astenia, ansia, depressione, problemi cardiaci, osteoporosi, disfunzioni sessuali, gonfiori legati ad asportazioni di linfonodi, e non ultimi, poiché se ne parla poco, disturbi cognitivi legati a memoria e concentrazione. I problemi sono fisici, cognitivi, relazionali, sociali e l’istituzione sanitaria deve saperli ascoltare.
“La qualità di vita di una persona – ha detto Flori Degrassi – è l’insieme dell’essere e del vissuto, che deriva dal contesto ed il contesto della donna che approccia la patologia siamo prevalentemente noi, operatori sanitari. Il suo benessere futuro dipende da quanto sappiamo e possiamo farci carico delle esigenze che lei percepisce, nel momento del bisogno, come drammatiche distorcendo inconsapevolmente la sua modalità di comunicazione con paura, rabbia aggressività o depressione. Sta a noi, che siamo più razionali e che viviamo oggettivamente la sua storia, che sbagliando pensiamo uguale a mille altre storie, prenderla per mano ed accudirla con professionalità diventando ascolto”.

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