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Contrordine, Berlusconi stoppa la protesta Pdl sotto il tribunale. In aula sarà battaglia

Un contrordine arrivato all’ultimo momento. Silvio Berlusconi ha chiesto di annullare la manifestazione ‘silenziosa’ annunciata per domani davanti al Palazzo di Giustizia di Milano e che avrebbe ‘surriscaldato’ il lunedi’ per lui gia’ ‘caldo’ sul fronte giudiziario. Al processo Ruby, si profila infatti ancora un braccio di ferro tra le toghe milanesi e la sua difesa. Con lui che, tramite i suoi legali, fara’ istanza di rinvio dell’udienza per legittimo impedimento per motivi di salute, con la Procura che chiedera’ una visita fiscale e che forse il Tribunale disporra’ di nuovo. Mentre salta la sfilata dei parlamentari, con gli esponenti locali del Pdl che, comunque, si riuniranno a meta’ mattinata nella sede di Confcommercio, gia’ di buon ora in aula andra’ in scena, a meno di un cambio di programma, l’ennesimo scontro tra magistrati e avvocati. Al centro il tentativo, andato in porto due giorni fa, di evitare che il Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Antonio Sangermano concludano la loro requisitoria e formulino la loro richiesta di condanna. Niccolo’ Ghedini e Piero Longo, come hanno ripetuto ancora ieri, dovrebbero sostenere che il loro cliente a causa dell’uveite e delle improvvise complicazioni per cui, e’ finito sotto ”stretto monitoraggio cardiologico” – a cui si aggiunge una riunione di partito – non e’ in grado di venire in udienza. Di fronte a questo quadro di certo il procuratore aggiunto Boccassini e il pm Sangermano chiederanno di nuovo una visita fiscale. Visita che i giudici dovrebbero disporre in quanto il nuovo quadro clinico ha superato quello di ieri che ha portato la Corte d’Appello a ordinare accertamenti medici e a respingere l’impedimento avanzato al processo Mediaset. Inoltre bisogna tenere conto della variabile Ghedini-Longo con la possibilita’, in base anche ai precedenti, di abbandono dell’aula e del mandato per protesta per bloccare la requisitoria, in realta’ attesa per la fine dello scorso gennaio e slittata a causa della pausa elettorale del processo chiesta dall’ex premier e concessa dal collegio. Una sospensione ottenuta per i tre procedimenti milanesi in cui Berlusconi e’ imputato – uno si e’ chiuso giovedi’ scorso con una condanna in primo grado a un anno di carcere – e, come e’ stato riferito, implorata due mesi fa ai vertici degli uffici giudiziari milanesi ai quali, come nel 2011, e’ riuscito a strappare un accordo ora violato. Un gentleman agreement ‘patteggiato’ con quelle toghe contro cui ancora una volta il leader del Pdl ha chiamato a raccolta per il 23 marzo i suoi sostenitori e i suoi compagni di partito. Quanto alla manifestazione di domani mattina annunciata per tutto il giorno, nel tardo pomeriggio e’ arrivato lo stop da Berlusconi. Non e’ detto pero’ che un gruppo di fedelissimi si presenti comunque davanti al ‘Palazzaccio’. Pare che a fargli cambiare idea sull’iniziativa della sfilata silenziosa annunciata oggi dalla ex ministro Mariastella Gelmini, siano state le ‘colombe’ del partito, a partire da Gianni Letta. Una rinuncia decisa nonostante l’alto livello di irritazione di Berlusconi per il comportamento dei giudici. E cosi’ il dietrofront e’ stato affidato a una nota. Il Cavaliere dopo i ringraziamenti a tutti coloro che hanno organizzato la sfilata ”di solidarietà, di vicinanza e di affetto verso di me” ha domandato di ”soprassedere” proprio le modalita’ con cui si sarebbe svolta. Era prevista la partecipazione di tutti i parlamentari Pdl appena eletti all’udienza del processo Ruby per chiedere ”in modo pubblico, determinato e clamoroso il trasferimento” dei suoi processi da Milano ritenuta sede ”pregiudizialmente nemica”. Modalita’ che non rispecchierebbero, a suo dire, ”il rispetto che ho sempre portato alle istituzioni repubblicane” e la fiducia ” che la verità sia più forte di ogni pregiudizio e di ogni strumentalizzazione politica anche da parte di chi deve pronunciare una sentenza in nome del Popolo italiano in un procedimento che mi vede in base alla realtà dei fatti come incontestabilmente innocente”.

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