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Rugby, grande Italia a Londra. Una sconfitta che non fa male

L’Italia ha fatto tremare Twickenham, ma la fortezza Inghilterra ancora una volta non e’ caduta. La trasferta a Londra per la quarta giornata del 6 Nazioni sembrava segnata per gli azzurri, scossi dalle due brutte sconfitte con Scozia e Galles e messi di fronte alla squadra piu’ in forma del Torneo, ma tutta la squadra, come aveva chiesto alla vigilia capitan Parisse, ha messo orgoglio e concentrazione e ha costretto gli inglesi a difendere strenuamente e no senza apprensione il 18-11 finale. La prestazione del XV di Brunel rimarra’ a lungo nel ricordo. L’Italia aveva sempre subito mete dagli inglesi, mentre oggi i 18 punti inglesi sono stati tutti frutto del piede implacabile di Toby Flood, e anche le statistiche parlano chiaro: gli inglesi hanno fatto 134 placcaggi contro i 105 dell’Italia, il possesso palla e il dominio territoriale sono divisi al 50%. Non solo: ‘Man of the match’ e’ stato nominato l’estremo azzurro Andrea Masi, che ha dato tutto ed e’ uscito dal campo con otto punti di sutura al sopracciglio destro, e alla fine il pubblico di Twickenham ha applaudito questa Italia indomita. I cambi apportati da Brunel alla formazione battuta all’Olimpico dal Galles sono stati azzeccati, ma anche i rincalzi entrati via via per dare fiato soprattutto alla linea avanzata costretta ad un super-lavoro hanno tenuto alto il livello di gioco degli azzurri. La mischia ha funzionato quindi a dovere, soffrendo un po’ in avvio quando gli inglesi hanno fatto grande pressione e pagando con punizioni che Flood ha trasformato sempre in punti. Sul 6-0, Orquera ha a sua volta messo tra i pali un piazzato, dando una scossa alla squadra e poco dopo una incursione di Parisse e Zanni ha tagliato la difesa inglese, fermandosi a pochi metri dalla meta. L’Inghilterra fino alla fine della frazione ha continuato a premere, ma con meno convinzione, mentre l’Italia si e’ difesa con ordine anche quando e’ rimasta in 14 negli ultimi 10′ per un giallo a Gori. Due altri calci trasformati da Flood hanno chiuso il primo tempo sul 12-6. La partita si e trasformata nella ripresa, in maniera inattesa. Invece di cedere come avvenuto troppe altre volte, l’Italia ha cominciato a spingere. Un errore della difesa inglese sotto pressione ha consentito ad Orquera di lanciare in meta McLean, forse il migliore in campo per l’Italia. Il mediano azzurro ha poi sbagliato la trasformazione da posizione difficile, che avrebbe portato l’Italia sul 15-13, e in seguito una punizione altrettanto scomoda, uniche pecche in una prestazione molto lucida. Flood ha ancora punito l’Italia con il piede, riportando l’Inghilterra in posizione di sicurezza, mentre gli azzurri non hanno avuto piu’ occasioni su calcio piazzato, fatto che nel dopopartita ha sottolineato anche Brunel, sostenendo che gli inglesi ”sono stati piu’ disciplinati di noi…. secondo l’arbitro”. Nel finale, vedere l’Inghilterra schiacciata nei suoi 20 metri per difendere la vittoria era una scena cui pochi avrebbero pensato di assistere. Gli azzurri, caricati da questa prestazione, sono ora chiamati a ripetersi sabato prossimo con l’Irlanda. L’Olimpico li aspetta, per festeggiare gli azzurri e anche il mito di BOD, Brian O’Driscoll, leggenda irlandese, atteso da quella che dovrebbe essere l’ultima apparizione della carriera nel 6 Nazioni.

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