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Vaticano, è spareggio conclave. L’esito in mano agli indecisi

A 48 ore dall’ingresso dei cardinali in Sistina, l’inizio del Conclave si profila sempre piu’ come uno ”spareggio” a due. Ma che poi ad arrivare al traguardo finale dell’elezione saranno il cardinale di Milano Angelo Scola o quello di San Paolo, Odilo Pedro Scherer – i due contendenti in lizza che partono con un ”pacchetto” gia’ consistente di voti -, e’ ancora tutto da dimostrare. Molti, infatti, poco meno della meta’ dei 115 elettori, sono ancora i porporati ”indecisi”, che non hanno manifestato preferenze. E per questo i giochi su quale piega prendera’ effettivamente l’elezione del successore di Benedetto XVI sono ancora tutti da fare. Lo dicono in molti, primi fra tutti i cardinali che in queste ultime ore, nelle loro conversazioni private, hanno parlato di una situazione di ”grande incertezza” e hanno manifestato piu’ di una preoccupazione sulla divisione in seno al Collegio e sullo stallo in cui si potrebbe finire in mancanza di un nome che coalizzi i consensi necessari. Scola, 71 anni, che con Venezia e Milano ha guidato due diocesi da cui nell’ultimo secolo sono venuti ben cinque Papi, e’ il piu’ forte tra gli italiani, anche se a sostenerlo sarebbe soprattutto un gruppo eterogeneo di stranieri (nordeuropei, nord e sudamericani, oltre a qualche connazionale) il cui obiettivo e’ eleggere un Pontefice che operi quella riforma della Curia, al centro in questi giorni anche di molti interventi alle congregazioni generali. Scherer, 63 anni, capo della diocesi piu’ popolosa al mondo, e’ invece il candidato di chi e’ piu’ legato alla Curia romana e auspica una continuita’. Il suo king maker e’ il card. Giovanni Battista Re, ex prefetto dei vescovi con cui Scherer ha lavorato a Roma per anni. Ulteriore legame con le attivita’ di Curia e’ il suo seggio nella Commissione di vigilanza Ior. A far capire quanto i giochi siano ancora incerti e le opzioni ancora tutte possibili, il fatto che Scola conterebbe su meno di una quarantina di voti e Scherer su una trentina scarsa: ben lontani, quindi, dal quorum di 77 voti necessari all’elezione, pari ai due terzi del complesso degli elettori (115). Si vedra’ gia’ al primo scrutinio, martedi’ pomeriggio, se uno dei due avra’ catalizzato gli oltre 45 voti da cui poi prendere il largo. Se una prospettiva del genere non si concretizzera’, c’e’ piu’ di un candidato capace di raccogliere il testimone, sempre nel segno di un’esperienza pastorale consolidata, vedi il franco-canadese Marc Ouellet, l’ungherese Peter Erdo, o anche gli americani Timothy Dolan e Sean O’Malley. Sullo sfondo ci sono poi figure di veri outsider, come il giovane filippino Luis Antonio Tagle o il messicano Francisco Robles Ortega. Un discorso a parte e’ quello dei possibili ”ticket” per l’accoppiata di ”papabili” come Scola e Scherer e nomi che li affiancherebbero poi alla Segreteria di Stato, il luogo dove si manovrano le leve del potere vaticano: e qui circolano da giorni nomi come l’argentino Leonardo Sandri e l’italiano Mauro Piacenza. Le trattative, comunque, sono del tutto aperte. I porporati hanno dedicato la giornata di oggi, a parte le messe nelle chiese romane di cui sono titolari, a colloqui riservati, incontri, abboccamenti, che proseguiranno anche domani, vigilia del Conclave. Per molti, l’esigenza manifestata anche in congregazione generale e’ individuare la figura capace di dare una svolta al governo della Curia, e di operare l’agognata riforma nel senso della collegialita’, vera eredita’ mai attuata del Concilio. Serpeggiano, soprattutto tra molti porporati stranieri, stanchezza, disagio, insofferenza per gli scandali che hanno caratterizzato gli ultimi anni, e per vicende come il caso Vatileaks, il cui dossier redatto dai tre cardinali-detective (Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi) resta la vera spada di Damocle su questo Conclave. Sono le condizioni per cui dal segreto della Sistina possa emergere un nome capace di fare davvero pulizia, opera di fronte alla quale si e’ arreso lo stesso Ratzinger? Lo si sapra’, ormai, solo al momento della ”fumata bianca”.

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