| categoria: sanità Lazio

Idi, seconda fase della procedura di mobilità, entro venerdì pagata parte degli stipendi

Si e’ svolto oggi pomeriggio l’incontro fra le organizzazioni sindacali e i nuovi vertici del Gruppo Idi Sanita’. Le parti fisseranno nuovo appuntamento nei prossimi giorni. L’obiettivo dell’Istituto: aprire la seconda fase della procedura di mobilita’ che prevede il coinvolgimento delle Istituzioni, a partire dalla Regione, per consentire ai 405 lavoratori interessati di usufruire degli ammortizzatori sociali consentiti dalla legge, in attesa di poter verificare la praticabilita’ di soluzioni alternative. Ma la sfida decisiva per il futuro dei lavoratori e del sistema Idi rimane quella della produttivita’, crollata negli ultimi mesi da 7 milioni di fatturato mensili a 3.2 milioni. L’obiettivo e’ invertire la rotta e arrivare a 5 milioni di fatturato a partire dal mese di marzo, per arrivare al tetto di 7 milioni nei mesi successivi. Come gia’ anticipato nel primo incontro del 2 marzo con primari, caposala e sindacati, la situazione finanziaria attuale del Gruppo Idi Sanita’ non consente di interrompere la procedura di mobilita’ avviata dalla precedente gestione. Piuttosto, la chiusura formale di questa prima fase – a 45 giorni dall’avvio, vale a dire entro il 23 marzo – consentira’ di aprirne una nuova con il coinvolgimento delle Istituzioni, a partire dalla Regione Lazio, che avra’ 30 giorni di tempo per decidere di accordare la cassa integrazione in deroga (grazie alla quale i lavoratori del comparto coinvolti avranno l’80% della retribuzione. Dal momento in cui la Cigs verra’ riconosciuta, la contrattazione si trasferira’ di nuovo in sede aziendale: le organizzazioni sindacali e l’azienda, con la Regione, dopo aver individuato e condiviso i criteri con cui assegnare la cassa integrazione in deroga, avranno la possibilita’ di verificare la praticabilita’ di soluzioni alternative come i prepensionamenti, la costituzione di part-time, i contratti di solidarieta’, esodi incentivati, mobilita’ regionale. Nel frattempo, per scongiurare il rischio del fallimento e garantire il futuro di un’eccellenza sanitaria, l’Idi dovra’ riuscire a vincere la partita della produttivita’, riattivando tutti i servizi e tutte le prestazioni. Fondamentale in questo senso e’ il tema degli stipendi. I vertici dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata hanno rassicurato i sindacati che non appena la Regione emettera’ la rimessa delle spettanze di gennaio, sara’ pagata entro venerdi come d’accordo a ciascun lavoratore una tranche di 1600 euro per il mese di febbraio.

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