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Birre al limone di Sorrento e castagna di Montella, la Campania ci prova

Birre artigianali con il tradizionale malto d’orzo coltivato in Campania ma anche aromatizzate con il limone di Sorrento o la Castagna di Montella. Sono questi alcuni dei prodotti raccolti da oggi nella filiera regionale campana della birra artigianale che può contare sui finanziamenti del Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione.

Anche la Campania, quindi, sbarca in un settore che non conosce crisi: nella regione tre milioni di persone nel 2011 hanno consumato un milione di ettolitri di birra, 17,5 litri pro capite, seocndo quanto riporta l’indagine Ispo-AssoBirra e presentate a Napoli nel corso del lancio della filiera campana della birra.

“Vedere imprenditori che si mettono insieme è molto positivo” sottolinea Pasquale Russo, presidente di Agripromos, azienda speciale della Camera di Commercio di Napoli. “La birra é un’opportunità legata al nostro territorio che passa necessariamente attraverso la qualità”. E di alta qualità sono infatti gli ingredienti usati per produrre e aromatizzare le birre, usando prodotti ticipi famosi in tutto il mondo come fa il Birrificio Sorrento che produce una birra con bucce fresche di limone Igp e un’altra con bucce fresche di arance di Sorrento. Aromi più corposi sono invece quelli delle birre irpine, aromatizzate con la celebre castagna di Montella. Gusti che putnano al mercato campano ma anche a stuzzicare il palato dei mercati esteri visto che nel 2012 la produzione complessiva di birra è cresciuta proprio grazie ad un esplosione dell’export.

“E’ una sfida – ha detto Daniela Nugnes, consigliere delegato per l’Agricoltura della Regione Campania – che gli imprenditori hanno saputo cogliere, mentre il dovere delle istituzioni è di creare nuove opportunità in cui investire. E la coltivazione dell’orzo distico, da cui si produce il malto, é una di queste. Anche il luppolo rappresenta una coltura che, nella nostra regione, potrebbe essere avviata con successo”. La nuova filiera della birra campana è raccolta sotto la sigla A.Bi. (Associazione Microbirrifici) e comprende sette imprese (Aeffe, Birra Maneba, Birrificio dell’Aspide, Birrificio Irpino, Birrificio Sorrento, Karma, Maltovivo) e una malteria (Agroalimentare Sud) e promuove l’utilizzo di malto italiano e cereali di origine campana nella produzione della birra:

“Vogliamo produrre birra di qualità – spiega il presidente della neonata associazione Giuseppe Schisano – per promuovere la cultura birraia della nostra regione. Le organizzazioni professionali agricole hanno dato la loro disponibilità ad affiancarci in questo percorso e così se andiamo avanti tutti insieme possiamo portare sviluppo all’agricoltura della regione”.

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