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I grillini, chi li capisce. Intanto godiamoci i primi maglioni a Montecitorio

I media non sanno che pesci pigliare e si buttano sul colore. Lo chiedono i direttori, le pagine vanno riempite e magari si intercetta la curiosità di qualche lettore nuovo. Difficile andare al fondo delle questioni, difficile approfondire, quando tutti si naviga a vista, a cominciare da chi si agita sul palcoscenico della politica. Per una volta si è tutti sulla stessa barca, sostanzialmente timorosi e impauriti. E non è detto che il buon senso prevalga, par di capire. E dunque telecamere, riflettori e microfoni puntati sui nuovi protagonisti del Parlamento, meno male che ci sono i grillini a riempire le pagine. Se invece di apparire come un gruppo di giovani in gita scolastica fossero tutti allineati e coperti farebbero meno paura. Si potrà entrare a Montecitorio in maglione, giacca addio, crolla un mito, niente sarà più come prima. Tutto qui? Ci vorrebbe una settimana di black out, lasciamoli prendere confidenza, non facciamoli diventare personaggi. Come sta accadendo con Crimi, capogruppo al Senato dei grillini, che parla a raffica su tutto, tanto ora è autorizzato dal ruolo. Ma è affidabile? Non è detto, nessuno che abbia controllato: ha l’auricolare come la mitica Ambra Angioini ai tempi della famosa trasmissione di Boncpompagni? I problemi sono altri e nessuno sa come risolverli. Intanto divertiamoci così.

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