| categoria: editoriale, Il Commento, politica

Democrazia a cinque stelle, le nuove regole del gioco spiazzano tutti

Basta leggere la cronaca del primo, rapido incontro tra delelegazioni del Pd e di M5S per rendersi conto che è cambiato tutto, sono cambiate le regole del gioco e che a imporre le nuove sono i grillini. Mangiare la minestra o saltare dalla finestra. Cominciamo dal principio. Bersani, oculatamente e secondo il vecchio stile, per non finire a rissa manda una troika di fedelissimi per studiare il terreno, per annusare gli interlocutori. Saletta riservata? Macchè, i grillini arrivano in dieci, serve la sala del gruppo Pd. L’incontro avviene al Senato ma a guidare la delegazione a cinque stelle c’è il capogruppo ala Camera, la Lombardi. Tosta e determinata. Vuole che i giornalisti assistano all’incontro, i tre Pd trasecolano, ma l’hanno vinta. No trasparenza no notizie. Alla stampa parlamentare allibita (quella vecchia maniera, i direttori non hanno cambiato le squadre, i cronisti parlamentari sono abituati al rapporto confidenziale con gli onorevoli) la Lombardi fa sapere che non ci saranno dichiarazioni, chi vuol sapere si accontenti del videomessaggio che apparirà più tardi sul blog. Ci pensa Grillo, in contemporanea e sempre in via telematica, a dare informazioni, commenti e valutazioni. Basta pescare li. Ai cronisti non restano che quelli della troika, visibilmente contrariati e sotto shock per l’incontro con gli alieni. Mezz’ora di incontro sul nulla. Gli inviati di Bersani negano che i grillini pretendano la presidenza di Montecitorio, ma M5S lo ha detto e scritto in tutti i modi fuori dal summit. Dunque? Facce stralunate. il colore della grillina con carrozzina a Montecitorio, le ironie sugli ordini di scuderia impartiti da Crimi (capogruppo al Senato) ai neo-eletti grillini, tutto passa in seconda fila. Come si fa a governare con questi, si legge nello sguardo vuoto di Zanda e compagni del Pd?

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