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DIETRO LE QUINTE/ Senato a Monti in cambio di voti per il Quirinale? Il Pd ci prova

Senato a Monti in cambio di voti per il Quirinale? Il Pd ci prova. Ma non fa i conti con i grillini. Con i quali non c’è verso di trovare un accordo. L’ipotesi che circolava nei giorni scorsi era quella di affidare la presidenza della Camera ai grillini, mentre al Senato sarebbe andato un esponente di primo piano del Pd, magari Anna Finocchiaro. L’apertura a Grillo sarebbe dovuta servire come buon auspicio per intavolare una trattativa su temi più ampi, per poi arrivare al voto di fiducia ad un governo a guida Pd. Ma questa ipotesi, caldeggiata da Bersani, sembra sempre più remota e nel Pd pensano già al piano B, che porta direttamente a Mario Monti.
Il ragionamento parte dal principio che la prossima legislatura sarà brevissima: sei-dodici mesi al massimo. Poi tutti alle urne . In questo scenario i presidenti di Camera e Senato avranno una importanza limitata. Molto più rilevante è invece la battaglia per il Presidente della Repubblica. L’idea è quella di affidare la presidenza di Palazzo Madama a Scelta Civica in cambio del loro appoggio nella corsa al Quirinale. Per il Senato si fa il nome di Mario Mauro, l’eurodeputato del Pdl che fu tra i primi a voltare le spalle a Berlusconi nel novembre scorso, una vero e proprio affronto al Cavaliere. Anche se Pierferdinando Casini, alla guida di un partito duramente colpito da queste elezioni, vorrebbe prendere il posto che fu di Schifani. Un Presidente della Repubblica legato al Pdpuò essere l’unica vera garanzia per i futuri sette anni. Numeri alla mano il Pd ha in totale 461 onorevoli, mentre per eleggere il nuovo inquilino del Quirinale ne servono 502, mancano quindi 41 teste. Secondo la Costituzione infatti il Presidente viene eletto da Camera e Senato in seduta comune assieme a tre rappresentanti delle regioni. In tutto un migliaio di teste. Per le prime tre votazioni il capo dello Stato viene eletto con i due terzi dei votanti, ma dalla terza votazione in poi solo con il 50% più uno dei votanti. Da qui il numero fatidico: 502. E la pattuglia montiana conta 67 onorevoli, sufficienti a far eleggere un Capo dello Stato concordato assieme, escludendo il Pdl. Tutto abbastanza complicato. Ma per Bersani oggi non c’è nulla di facile.

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