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CINA/ “Mappe illegali”, inchiesta su Coca Cola per spionaggio

Le autorita’ cinesi hanno aperto un’indagine sulla Coca Cola per spionaggio, accusando la multinazionale di aver mappato illegalmente aree sensibili della provincia dello Yunnan “utilizzando informazioni riservate raccolte con sistemi Gps”. L’accusa arriva in una fase di tensione tra Cina e Stati Uniti che da settimane si scambiano accuse di spionaggio informatico, sottolinea AgiChina24. L’inchiesta e’ stata avvia a dall’Amministrazione Nazionale per i Rilevamenti Topografici e dal Ministero della Sicurezza Nazionale. “Ci rendiamo conto che accusare di spionaggio un’azienda nota in tutto il mondo e’ un fatto grave”, ha dichiarato al South China Morning Post di Hong Kong un funzionario che si sta occupando del caso, “stiamo ancora raccogliendo informazioni. Quello che possiamo affermare per ora, e’ che molte affiliate della Coca Cola sono coinvolte e che questo accade in molte province”. La notizia arriva dopo che martedi’ Li Pengde, vice direttore dell’Amministrazione , ha accusato pubblicamente ai microfoni di un programma radiofonico la Coca Cola sostenendo che molti impiegati sono stati sorpresi con dispositivi Gps intenti a raccogliere informazioni sensibili sulla provincia dello Yunnan. Un’accusa a cui il colosso della famosissima bevanda ha risposto attraverso un comunicato stampa in cui si legge che “l’azienda e’ pronta a collaborare alle indagini, ma che la tecnologia GPS – limitata a mappe e sistemi di logistica disponibili in commercio in Cina,viene utilizzata per migliorare l’efficienza e il servizio clienti”. Secondo Han Qixiang, direttore del dipartimento per l’amministrazione dell’applicazione della legge e coinvolto nell’inchiesta, la Coca Cola ha fatto ben altro e il sistema di mappatura impiegato dalla compagnia e’ talmente sofisticato che va oltre le capacita’ di analisi dell’Amministrazione. Il caso e’ dunque stato consegnato alle autorita’ di Pechino che hanno fatto sapere che quella dello Yunnan non e’ l’unica provincia a essere stata presa di mira. Secondo il professor Guo Jiming , esperto di mappature Gps alla Wuhan University, la Cina e’ restia a permettere l’utilizzo di tali tecnologie agli stranieri in quanto i dati geografici potrebbero essere impiegati da missili guidati per colpire obiettivi militari.

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