| categoria: Il Commento

Il Papa dell’austerity che si paga il conto dell’albergo e va sul pulmino con i cardinali

“Camminare, edificare, confessare”: le tre linee guida per la Chiesa, secondo Papa Francesco. Un monito forte, pronunciato durante l’omelia della messa solenne per i Cardinali nella Cappella Sistina, che il nuovo Pontefice fa a braccio e in italiano. Parte dalle Sacre Scritture e mette a fuoco il concetto di movimento, chiede che “la Chiesa prenda la croce e cammini alla luce del Signore”, e si edifichi “non sulle pietre” perche’ “succede come ai bimbi che fanno castelli sulla sabbia: tutto viene giu'”. Il suo linguaggio e’ semplice, chiaro ma inflessibile. Uno stile sobrio che da questa mattina il mondo ha cominciato a conoscere. E la sua prima, lunga, giornata da Papa, spiazza tutti: rinuncia all’auto lussuosa, salda il conto in albergo e va a pregare la Madonna con un mazzolino di fiori in mano. “Camminare, edificare, confessare. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilita’ che Dio chiedeva ad Abramo nella sua promessa”, dice Papa Francesco. “Vorrei che tutti noi, dopo questi giorni di grazia abbiamo il coraggio, proprio il coraggio – ripete – di camminare in presenza del Signore, con la croce del Signore, di edificare la Chiesa sul sangue del Signore versato sulla croce e di confessare l’unica gloria, Cristo crocifisso, e cosi’ la Chiesa andra’ avanti”. E ancora: “Se non confessiamo Gesu’ Cristo qualcosa non va, diventeremmo una Ong pietosa”, ammonisce il Pontefice gesuita. “Quando camminiamo senza la croce o edifichiamo o confessiamo senza la croce – sottolinea Papa Bergoglio- non siamo simboli del Signore, siamo mondani, preti, vescovi, Papi ma non simboli cristiani”. E “chi non prega Gesu’ Cristo prega il diavolo. Quando non si confessa Gesu’ Cristo, si confessa la mondanita’ del demonio”. E al momento dello scambio della pace, Papa Francesco scambia un affettuoso abbraccio con il cardinale Giovanni Battista Re e con il segretario di Stato Tarcisio Bertone. Ma il primo giorno da Papa di Francesco comincia molto presto: alle 8 e’ gia’ a Santa Maria Maggiore per pregare la Madonna Salus Populi Romani, nella chiesa piu’ grande di Roma a Lei dedicata, come aveva annunciato ai fedeli nelle sue prime parole rivolte dalla Loggia della Basilica vaticana di San Pietro subito dopo la sua elezione a Papa. Arriva senza corteo, con un’auto della gendarmeria, e chiede, invano di lasciare aperta la Chiesa. Deposita un mazzetto di fiori sull’altare e prega vicino alla reliquia della culla di Gesu’, li’ dove aveva celebrato la prima Messa Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti. Ai confessori che incontra nella basilica mariana, il Papa raccomanda ”misericordia, misericordia, misericordia”, spiegando che ”le anime hanno bisogno che voi siate misericordiosi”. Quindi invita i penitenzieri: ”Pregate per me”. “E’ un’emozione indescrivibile”, racconta padre Ludovico Melo, penitenziere della basilica. “Abbiamo cantato insieme il ‘Salve Regina’. Ci ha salutato uno per uno, e ad ognuno di noi ha rivolto alcune parole, sempre esortando tutti alla misericordia”. “Piu’ che un incontro con il Papa, e’ stato l’incontro con un padre”. Lo ‘stile Bergoglio’ si conferma e stupisce ancora quando, come una persona qualunque che cambia casa, va a fare le valige alla Casa del Clero, in via della Scrofa, dove era stato prima del trasferimento a Santa Marta. Saluta il personale e salda il conto. ”Per dare il buon esempio” spiega Padre Lombardi. Poi di nuovo a Santa Marta per mangiare e fare una prima riunione con i suoi collaboratori e mettere a punto i prossimi appuntamenti, prima di recarsi nella Sistina per la Messa. Ma anche le prime ore da Papa, ieri sera, confermano lo stile sobrio e spontaneo di Papa Francesco. Subito dopo l’elezione riceve l’omaggio dei cardinali restando in piedi senza sedersi nella poltrona papale. Poi, tornando nella residenza di Santa Marta dove alloggera’ per qualche settimana rifiuta l’auto solenne con la targa SCV1 e preferisce andare sul pulmino insieme ai cardinali. E a cena, ai cardinali dice: “Che Dio vi perdoni”.

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