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Per la crisi un altro imprenditore si toglie la vita. Una lunga scia di lutti

Nuovo dramma dettato dalla crisi: a Valdobbiadene (Treviso) un artigiano edile si e’ tolto la vita impiccandosi ad un albero. L’uomo, 60 anni, da un anno non riceveva piu’ commesse ed era caduto in un grave stato di prostrazione che lo ha portato al gesto estremo: la sua ditta realizzava opere in cartongesso era in crisi. A dare l’allarme i familiari che non lo hanno visto tornare quando di solito il 60enne si fermava a casa della sorella per pranzo. Immediate le ricerche dei carabinieri che stamani hanno trovato il corpo appeso ad un albero.
Una lunga scia di lutti che segna profondamente un tessuto produttivo sano ma in enorme difficoltà. Ecco alcuni casi dall’inizio del 2013: – 11 MARZO: Si getta dalla finestra di uno stabile a Schio Alessandro Crivellaro, 47 anni, socio di una azienda di informatica. Sul posto intervengono i sanitari del 118, ma non possono fare nulla per l’uomo, morto sul colpo. – 7 MARZO: Un imprenditore, Elia Marcante, 65 anni, si impicca nel suo capannone, a Schio, dove produceva da anni macchine per la lavorazione del legno distribuite in tutto il mondo. Marcante era molto noto anche come ex patron della locale squadra di calcio. A trovare il cadavere, nella tarda serata del 6 marzo, e’ la figlia dell’uomo: accanto al corpo un biglietto di scuse. – 6 MARZO: Tragedia negli uffici della Regione Umbria, dove Andrea Zampi, imprenditore di 43 anni, a Perugia uccide due impiegate e poi si suicida. L’uomo era titolare di un’impresa di formazione nel campo della moda. Nei giorni precedenti la Regione gli aveva respinto la richiesta di accreditamento che gli avrebbe permesso l’accesso a un finanziamento. – 5 MARZO: Un imprenditore di 47 anni si suicida impiccandosi nella sua azienda a Quinto di Treviso. A trovare il corpo dell’uomo e’ il personale a inizio turno. L’uomo lavorava per un’azienda che si occupa di trattamenti termici. Di recente nell’azienda un forno che si era danneggiato due volte e si erano verificati problemi per un lavoro non andato a buon fine. – 5 MARZO: Un anziano imprenditore uccide la moglie e si suicida nella notte a Segrate, nel milanese. L’uomo, imprenditore in pensione di 76 anni, spara alla donna, di 67 anni, mentre e’ a letto e poi si uccide con la sua pistola, regolarmente detenuta. Alla base del gesto presumibilmente motivi economici. La coppia abitava nel quartiere San Felice di Segrate, comune alle porte di Milano. 28 FEBBRAIO: Un imprenditore cinese di 40 anni viene trovato morto nel suo poltronificio di via Meucci, nella zona industriale di Coriano a Forli’. Sul posto i sanitari del 118 non possono fare altro che constatare il decesso, concludendo che si e’ trattato di un suicidio. L’ipotesi ritenuta piu’ accreditata e’ che il gesto sia legato al lavoro in forte crisi economica. – 24 FEBBRAIO: Il titolare 50enne di una piccola azienda di imballaggi e falegnameria viene trovato, dalla propria moglie, impiccato all’interno della sua ditta che ha sede ad Alfonsine, in provincia di Ravenna. La donna, che non lo vedeva dalla sera prima, era andata a cercarlo e scoprendo cosi’ che il marito si era tolto la vita. L’imprenditore avrebbe avuto alle spalle problemi depressivi e difficolta’ economiche legate alla conduzione dell’azienda e al fisco. – 3 FEBBRAIO: Un uomo di 62 anni, titolare della filiale della Dhl di Frosinone, si impicca nella notte nell’azienda. A trovare il corpo, la mattina, nel capannone, e’ un dipendente. Su un tavolo vengono trovate due lettere, una per il commercialista e una per il figlio in cui l’imprenditore spiega i motivi del tragico gesto, legati alle preoccupazioni sul futuro della filiale: la sede centrale, probabilmente, non avrebbe rinnovato l’appalto in franchising e la sorte dell’azienda sembrava segnata.

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