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Cadute in casa “killer”, un anziano su tre rischia la frattura del femore

Nei prossimi 50 anni nel mondo si passera’ dai 600 milioni di anziani a 50 miliardi. Una vera rivoluzione demografica, che comportera’ un’impennata di patologie tipiche di questa eta’, fra cui la frattura di femore. Gia’ oggi un anziano su tre rischia di cadere e di fratturarsi. Questo vuol dire che nei prossimi anni si assistera’ ad un incremento esponenziale di interventi di protesi di anca dopo una caduta, spiegano gli esperti riuniti oggi a Roma, al Convegno ‘Chirurgia protesica dell’anca nel grande anziano, approccio multidisciplinare’, in corso nell’Aula Magna dell’Ospedale Forlanini. Le fratture di femore nel paziente anziano costituiscono gia’ ora un importante problema sanitario: ogni anno in Europa si registrano circa 500.000 nuovi casi. In Italia, ogni anno, si contano 94.000 ricoveri solo tra gli over 65 e in quasi otto casi su dieci (78%) si tratta di donne. Nel Lazio nel 2011 sono stati registrati circa 8.000 casi di fratture di femore in soggetti oltre i 65 anni ( 1.930 uomini e 6.030 donne). “La causa principale e’ l’osteoporosi, malattia che comporta una alterazione della micro-architettura delle ossa – afferma Sandro Rossetti, ortopedico, primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale San Camillo di Roma e presidente del convegno – Il risultato e’ una elevata fragilita’ in seguito alla quale anche un trauma di lieve entita’ puo’ comportare una frattura che richiede un intervento chirurgico”. E il pericolo si nasconde in casa. “Gli anziani si fratturano il femore nella maggior parte dei casi perche’ rimangono vittime di cadute soprattutto nelle loro abitazioni”, ricorda l’esperto. Secondo le recenti linee guida internazionali l’intervento chirurgico per una frattura di femore deve essere effettuato, compatibilmente con le condizioni generali del paziente, entro le 24-48 ore. A seconda della tipologia del trauma si prevede l’applicazione di una placca o di un chiodo oppure di una protesi. – “Nel Lazio nel 2011 sono state impiantate circa 2.500 protesi di anca per fratture in pazienti anziani – continua Rossetti – Dato il costante incremento della popolazione anziana, nei prossimi anni si assistera’ ad un aumento degli interventi di protesizzazione dell’anca”. “La sostituzione protesica dell’anca e’ una procedura di successo che apporta un notevole miglioramento della qualita’ della vita – aggiunge Marco Cianfanelli, ortopedico dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini – Nonostante i progressi delle tecniche chirurgiche e della progettazione degli impianti, pero’, non e’ scevra da fallimenti che attualmente si presentano con una percentuale variabile dal 3% al 18%. Questo comporta un intervento chirurgico di revisione della protesi, il cui numero inevitabilmente aumentera’, dato il progressivo incremento dei primi impianti. La chirurgia di revisione protesica dell’anca rappresenta per l’ortopedico una vera sfida, in particolare nel paziente anziano”.

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