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Berlusconi incassa il legittimo impedimento ma attacca le toghe eversive: vogliono impedirmi di fare politica

Il senatore Silvio Berlusconi

Mentre si allungano i tempi per la sentenza nell’appello Mediaset, arrivano le ‘bordate’ di Silvio Berlusconi contro le toghe milanesi, tra cui Ilda Boccassini, riassunte in un documento di 39 pagine, da lui firmato personalmente per chiedere il trasferimento dei processi ‘diritti tv’ e Ruby a Brescia. Perche’ a Milano, secondo il Cavaliere, ”l’imparzialita”’ e’ ”irrimediabilmente minata”: i magistrati, infatti, vogliono impedirgli di fare politica e hanno una ”incredibile fretta” di arrivare ai verdetti, che contrasta anche ”con gli auspici” del presidente Napolitano. Alcune ore dopo, a Roma, Berlusconi torna ad attaccare quella parte della magistratura che ”e’ molto ben classificata e che svolge un’attivita’ criminale”: se la prende in particolare con Md che ”svolge un’attivita’ eversiva nel Paese e di cui – dice – ho le prove”. Ecco perche’ serve una pre-commissione per verificare questi fatti”. Immediata la replica dell’Anm che, ”alle accuse gravi e infondate mosse a Md di svolgere un’azione eversiva nei confronti del Paese, risponde che la giurisdizione non conosce appartenenze e ideologie. Tutti i magistrati sono, senza distinzione alcuna, fedeli alla Costituzione e alle leggi dello Stato”. E’ bastata un’ora, stamattina, alla Corte d’Appello di Milano per riconoscere il legittimo impedimento dell’ex premier, eletto al Senato e quindi chiamato a partecipare all’elezione del presidente di Palazzo Madama. La certificazione presentata per chiedere il rinvio non aveva convinto il sostituto pg, Laura Bertole’ Viale, ma i giudici hanno deciso di aggiornare il processo a sabato prossimo, 23 marzo. Prima di dare la parola agli ultimi avvocati, pero’, ci sara’ da discutere sull’istanza di legittimo sospetto presentata ieri in Cassazione dalla difesa del Cavaliere per chiedere di trasferire i processi. E poi i giudici dovranno decidere se sospendere o meno il procedimento in attesa della pronuncia della Suprema Corte sull’ammissibilita’ della richiesta. Nell’istanza, depositata oggi alle parti, ”il sottoscritto On. Dr. Silvio Berlusconi” spiega perche’ ”il clima giudiziario milanese” puo’ essere definito ”sospetto”. Fa l’elenco di una serie di decisioni ostili e di ”anomalie”, ma soprattutto fa cenno, implicitamente, alle parole dei giorni scorsi del Presidente della Repubblica, inascoltate, a suo dire, dalle toghe milanesi: ”il calendario di udienza (del processo Ruby, ndr) e’ (…) in assoluto contrasto con gli auspici recentemente rivolti dalle Alte cariche dello Stato, di consentire all’On. Berlusconi di poter svolgere, pur nel rispetto dei ragionevoli tempi processuali, anche la propria attivita’ politica”. Secondo l’istanza, c’e’ una ”precisa volonta’ non solo di pervenire in tempi straordinariamente rapidi ad una sentenza, ma anche di impedire all’On. Berlusconi di esercitare quell’ampio mandato popolare di cui e’ stato recentemente reinvestito”. Nel processo Ruby, poi, ”un collegio super partes sarebbe certamente intervenuto per evitare” situazioni ”pregiudizievoli per l’imputato”, quando il pm Boccassini ha definito ”dilatorie” le strategie della difesa. E’ evidente, invece, per Berlusconi, ”che solo un ambiente siffatto poteva consentire a un pm di tenere simili comportamenti”. Nell’istanza si fa poi riferimento al ‘caso’ del giudice Francesca Vitale, presidente del collegio del processo Mills che ha dichiarato la prescrizione per l’ex premier. Contro di lei – si legge – e’ stata esercitata ”l’azione disciplinare” perche’ nelle motivazioni ”aveva osato criticare le scelte della Procura” e ha subito ”l’aggressivita’ dell’ambiente milanese”, perche’ ”si sarebbe resa responsabile di aver consentito il maturarsi della prescrizione”. Nell’appello Mediaset, invece, si vuole andare a sentenza con ”tempi definibili da record” e con un presidente del collegio, Allessandra Galli – figlia di Guido, magistrato ucciso da Prima Linea – che nel 2010 ad una commemorazione per le vittime del terrorismo ”ha pesantemente criticato – secondo la difesa – l’operato del Governo Berlusconi”. Poi spazio alla sentenze ”senza precedenti” e tra queste quella di separazione: Berlusconi e’ stato condannato a versare 3 milioni di euro al mese a Veronica Lario, ”una somma mensile piu’ gli arretrati” che l’ex premer definisce ”addirittura superiore” ai suoi ”guadagni”. Non poteva mancare, infine, lo ‘storico nemico’, il pm Fabio De Pasquale, che continua ”ad insistere” ponendo ”domande del tutto inutili” sul leader del Pdl nel processo Mediatrade, dove Berlusconi non e’ imputato perche’ prosciolto dal gup.

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