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Non solo buoni pasto, le aziende pagano anche con sanità, bollette o libri

Non solo il buono pasto o ticket restaurant. Tra azienda e lavoratori possono esserci ‘scambi’ innovativi, che, in alternativa o accompagnando la tradizionale forma del voucher per il pasto, possono dare vita a vere e proprie azioni di welfare. E’ quanto si racconta nel libro ‘Welfare: dalla crisi alle opportunita’. Sussidiarieta’, organizzazione e nuovi servizi’, promosso da Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) e Edenred, inventore del Ticket Restaurant e leader mondiale nei buoni servizio per le imprese. In uno scenario sempre piu’ caratterizzato da recessione, crisi economica, crescita del debito pubblico e manovre di spending review, infatti,emerge con chiarezza il ruolo decisivo che le aziende private possono assumere per offrire ai lavoratori servizi capaci di aumentare i livelli di assistenza offerti dallo Stato e migliorare il loro potere d’acquisto. Esempi di questi servizi sono, oltre ai classici ticket restaurant o servizi di mensa, gli interventi sulla flessibilita’ dei tempi e dell’organizzazione del lavoro (orario flessibile, part time, telelavoro, job sharing); le spese per la previdenza complementare e la sanita’ integrativa; le spese correnti per il sostentamento della famiglia (supermercato, bollette, farmaci, libri scolastici, vestiario); i carichi di cura famigliare, soprattutto bambini e anziani; le spese per l’educazione e il divertimento.Negli ultimi 6 mesi oltre 500.000 lavoratori in piu’ ne hanno beneficiato. Dal 2011 si sono moltiplicati i casi di aziende che hanno avviato questo percoso di welfare innovativo e per i lavoratori questo significa la possibilita’ di ricevere servizi e soluzioni sempre piu’ personalizzati capaci di soddisfare le proprie esigenze e favorire una migliore conciliazione tra vita privata e vita lavorativa. Questo aspetto diventa cruciale soprattutto per favorire le mamme lavoratrici e l’occupazione femminile. Nel 2012, tra le madri di 25-54 anni la quota di occupate in Italia e’ stata pari al 55,5%, quella dei padri raggiunge il 90,6%. Per le aziende il welfare innovativo, significa poter integrare i salari dei propri dipendenti – a costi agevolati – con soluzioni pensate per le loro specifiche necessita’, in modo da migliorare l’ambiente lavorativo, la produttivita’ aziendale e trattenere i talenti. E anche per lo Stato queste forme innovative significano un aumento dell’occupazione regolare, minori costi di assistenza sociale e minore burocrazia. Con un sistema di welfare innovativo, sotto forma di voucher sociali, il Belgio ha creato piu’ di 140.000 nuovi posti di lavoro in 5 anni nei servizi alla persona (tra cui baby sitting e assistenza domiciliare) “Il welfare secondario, quello innovativo, deve essere integrativo e non sostitutivo del welfare pubblico. Integrativo perche’ non c’e’ necessita’ di sostituirsi al pubblico per tutto quanto, piuttosto per mettere in campo soluzioni partecipate e frutto di collaborazioni tra i soggetti coinvolti che vedano benefici sia di tipo organizzativo, minore burocrazia e maggior efficienza e rapidita’ di fruizione, e soprattutto minor costo”, ha commentato Graziella Gavezotti, presidente di Edenred Italia, Chief Operating Officer-South Europe.

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