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New York processa la polizia, “perquisizioni razziste”

Per il sindaco Bloomberg e’ la legge che nell’ultimo decennio ha consentito di ridurre drasticamente la violenza nella citta’ di New York, soprattutto per le strade di Manhattan. Ma per molti altri e’ illegittima, incostituzionale, da sempre fonte di discriminazione e razzismo verso i neri ma anche verso gli ispanici e le altre minoranze che vivono nella Grande Mela. Fatto sta che la discussa ‘Stop and Frisk’ – che da’ carta bianca ai poliziotti per fermare e perquisire chiunque sia considerato un sospetto – e’ ora finita davanti a una Corte distrettuale. Parte infatti il primo di tre processi contro il provvedimento, nato da una ‘class action’ intentata da alcune delle vittime che dichiarano di essere state arrestate e perquisite ingiustamente, solo per il colore della loro pelle. Si prevedono da quattro a sei settimane di udienze, nel corso delle quali saranno ascoltati i vertici del New York Police Department. Non pero’ il suo numero uno, Ray Kelly, che con Bloomberg e’ il padre della ‘Stop and Frisk’. I due rivendicano come la legge abbia contribuito in maniera decisiva al crollo del numero dei crimini nella Grande Mela, con gli omicidi scesi nel 2012 ai minimi storici da 50 anni a questa parte: solo 419 in una citta’ con una popolazione record di quasi 8 milioni e mezzo di abitanti. Gli stessi dati della polizia pero’ indicano come dal 2002 ad oggi oltre l’85% delle persone fermate e perquisite sono afroamericani e latini. E circa il 90% di queste e’ stato poi rilasciato senza alcun tipo di accusa a carico. Il Center for Constitutional Rights – che da anni ha messo la lotta alla ‘Stop and Frisk’ al centro delle sue battaglie – sottolinea quindi come la ‘Stop and Frisk’ violi il quarto emendamento della Costituzione americana, quello che esplicitamente proibisce perquisizioni e fermi illegali e contiene la clausola sulla ‘equal protection’ contro ogni discriminazione basata sulla razza e sull’etnia. L’obiettivo dei promotori dell’azione collettiva che ha portato New York a processare dieci anni di politica della sicurezza non e’ quello di veder riconosciuti rimborsi alle vittime ‘colpite’ ingiustamente. Ma quello di arrivare alla costituzione di un Osservatorio federale che monitori il modo in cui lo ‘Stop and Frisk’ viene applicata e si accerti che il New York Police Department attui la legge senza violare altre norme statali o federali, comprese quelle della Costituzione. L’ultima polemica sullo ‘Stop and Frisk’ e’ quella legata alla morte di un teenager di colore a Brooklyn, ucciso dalla polizia in circostanze non ancora del tutto chiare. Un caso che ha provocato una vera e proporia rivolta che per giorni ha messo a ferro e fuoco il quartiere in cui il ragazzo viveva.

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