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Se anche Beppe Grillo non sa più che fare

Non si può parlare sempre e soltanto di Grillo e dei suoi (bisognerebbe farne una rubrica quotidiana a parte) ma non si può d’altra parte non prendere atto che il Movimento è al centro della scena politica – e non solo – e che i media rovesciano incessantemente sull’opinione pubblica notizie, curiosità, gossip e quanto c’è di peggio nel pianeta informazione. Grillini star, non c’è dubbio.

E si rischia di perdere di vista la crisi del M5S, appena arrivato in vetta e non ancora consolidatosi. Il rischio che si scoperchi il vaso di Pandora, con grande soddisfazione dei mille nemici storici ed acquisiti del comico genovese è enorme. L’ultima vicenda è grottesca e paradossale. Il web discute e si lacera sulla liceità o meno dell’espulsione o delle sanzioni nei confronti dei senatori grillini che hanno violato la consegna ed esplode il caso della comunicazione. L’unico partito interattivo scopre che Grillo ha inventato due baby sitter che filtrino e coordinino la linea dei gruppi parlamentari e ne dibatte. I complimenti per Davide Martinelli e Claudio Messora, nominati rispettivamente coordinatori dei gruppi di comunicazione M5S di Camera e Senato, si alternano ai dubbi e alle illazioni. Sul blog di Grillo la scelta dei due comunicatori, forse perche’ giunta proprio all’indomani della ‘scomunica’ del leader ai senatori ‘dissidenti’, ad alcuni suona come un commissariamento: a che servono – si chiedono diversi attivisti – i portavoce ai portavoce del Movimento? E cosi’ anche semplici nomine finiscono per dividere e diventare argomento di discussione.

C’e’ chi grida “vergogna!” e domanda: “Finalmente la museruola ha un nome? Ma come sono stati scelti? Da chi? In base a quale cv?”, scrive Alessandro, lasciando un commento che e’ tra i piu’ votati. “Io credo che i Cittadini parlamentari eletti con il mio voto – gli fa eco Pio – abbiano il diritto di usare la loro testa, io li ho votati perche’ avevano ed hanno una testa e non perche’ sono ‘usi ad obbedir tacendo'”. “Martinelli, ex Idv – lamenta un altro grillino – e’ pure stato sonoramente trombato alle Regionalie Lombardia e rispunta in una posizione cosi’ delicata?”. Ma i deputati grillini, nella pausa della riunione chiamata a scegliere i candidati ai ruoli di questore e vicepresidente, sembrano compatti e si appellano al codice di comportamento degli eletti nelle file dei 5S. E’ scritto li’, infatti, che queste due nomine siano fatte da Grillo in persona. Proprio così.
“La costituzione di due ‘gruppi di comunicazione’, uno per la Camera e uno per il Senato sara’ definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri, al duplice fine di garantire una gestione professionale e coordinata di detta attivita’ di comunicazione, nonche’ di evitare una dispersione delle risorse per cio’ disponibili”, c’e’ scritto nel Regolamento, che pone cosi’ anche una questione di gestione dei fondi. “Ogni gruppo – c’e’ scritto ancora – avra’ un coordinatore con il compito di relazionarsi con il sito nazionale del M5S e con il blog di Beppe Grillo.

La concreta destinazione delle risorse del gruppo parlamentare ad una struttura di comunicazione a supporto delle attivita’ di Camera e Senato su designazione di Beppe Grillo deve costituire oggetto di specifica previsione nello Statuto di cui lo stesso gruppo parlamentare dovra’ dotarsi per il suo funzionamento”. ”E’ quindi necessaria -si legge- l’assunzione di un esplicito e specifico impegno in tal senso da parte di ciascun singolo candidato del M5S al Parlamento prima delle votazioni per le liste elettorali con l’adesione formale a questo documento”. E pensare che Bersani e Renzi hanno litigato sulle regole delle primarie. Si può dire che Grillo abbia il controllo della situazione? Potrebbe essere una affermazione azzardata. Per il momento si suona ad orecchio. Ma non tutti sono bravi ad improvvisare.

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