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Gp di Malesia, trionfa Vettel. Alonso fuori al secondo giro

Sparisce la Ferrari. Nel Gran premio di Malesia vince Sebastian Vettel seguito da Mark Webber, che al giro 45 ha anche duellato duramente per evitare il sorpasso del compagno di scuderia. Ma alla fine, anche se con una manovra azzardata, il pilota tedesco è riuscito nell’intento. E sul podio l’australiano non ha fatto nulla per nascondere la propria rabbia. Dietro di loro, le Mercedes di Lewis Hamilton e Nico Rosberg. La gara della Ferrari è iniziata con un disastro: Fernando Alonso parte bene, supera Felipe Massa (secondo in griglia), ma tocca Vettel danneggiando l’alettone anteriore, che si inclina e fa perdere aderenza alla F138. Lo spagnolo non rientra ai box e così al secondo giro l’alettone si stacca, finisce sotto le ruote anteriori e lo spagnolo va dritto in curva. Gara conclusa. Resta Felipe Massa, però mai in corsa per i primi posti: il brasiliano chiude al quinto posto, davanti alle Lotus di Grosjean e Raikkonen. «Sfortuna oggi. Come sempre, in 19 gare sarà compensata e siamo pronti a recuperare punti nelle prossime gare», è il primo commento di Alonso su Twitter, poi integrato in conferenza stampa: «È andata male, abbiamo avuto una sfortuna terribile». La scelta di continuare dopo l’urto ha pesato sull’uscita anticipata della Ferrari: «Abbiamo visto altri incidenti dove non è successo nulla. Sapevamo che al terzo-quarto giro dovevamo cambiare le gomme, e quindi abbiamo pensato che era meglio continuare. Ma un po’ di circostanze sono andate storte. L’alettone – prosegue Alonso – ha cominciato a toccare per terra e poi è finito sotto la macchina. Peccato, era un rischio che abbiamo preso per non arrivare ultimi».
«Peccato, abbiamo corso un rischio inutile, con un’ala che non ha tenuto. Valuteremo con calma tutto, ma era un rischio da non prendere»: questo il commento del direttore della Gestione sportiva Ferrari Stefano Domenicali. Aria poco serena anche in casa dei vincitori. Mark Webber non ha digerito la vittoria di Sebastian Vettel e lo ha accusato di avergli rubato il successo, non avendo rispettato gli ordini di scuderia con il sorpasso mozzafiato a dieci giri dalla fine. «Dopo l’ultimo pit stop (quando l’australiano è uscito davanti al compagno di squadra, ndr), il team mi ha detto che la gara era finita e che dovevamo gestire gomme e motori per andare fino al traguardo – ha detto ancora alterato il pilota dopo la premiazione -. Alla fine, invece, Sebastian ha preso l’iniziativa, cominciando la battaglia. Sono davvero seccato per come è finita».Vettel ha poi riconosciuto l’errore di aver ignorato un ordine di squadra e si è scusato con il suo compagno: «Ho commesso un errore molto grave. Dovevo mantenere la mia posizione. Non voglio cambiare la verità e mi scuso con Mark». Vettel si è mostrato pentito in conferenza stampa: «Non avrei dovuto ignorare l’ordine di squadra, avrei dovuto comportarmi meglio. Se c’è qualcosa da dire lo faremo internamente. Abbiamo sufficiente tempo per questo. Ora sono la pecora nera. Posso solo scusarmi con Mark. Ovviamente la manovra è stata intenzionale, ma non volevo ignorare la strategia. Ho una responsabilità verso la squadra e la gente che lavora tutto l’anno in fabbrica», ha proseguito il nuovo leader del mondiale.

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