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MONTECITORIO/ Zaccagnini, indignato a cinque stelle, fa le pulci ai contratti di buvette e ristorante

“Ho fatto richiesta per la contrattualistica del bar, bouvette, mensa e macchinette nei corridoi. Vediamo i prossimi giorni quanto ostruzionismo faranno per darci i dati e se ce li daranno potremo contestare eventuali sprechi. Mi hanno assicurato che lunedi’ dovrei averli, vediamo e insistiamo”. Adriano Zaccagnini, sul suo profilo Facebook, torna sulla questione del ristorante della Camera. Il deputato del M5S era stato immortalato in una foto mentre pranzava nella zona riservata ai parlamentari del ristorante interno di Montecitorio insieme ad alcuni colleghi. “Vi assicuro che ero in buona fede al ristorante, non sapevo dei costi ulteriori come dichiarato, ma soprattutto ci andavamo la prima settimana perche’ alla mensa i dipendenti si lamentavano del fatto che gli creavamo fila a cui non erano abituati e che rallentava molto la loro pausa pranzo -spiega Zaccagnini-. Percio’ per sbrigarmi sono andato al ristorante (che non avevo manco capito che si chiamava bouvette, tanto non me ne frega un ca…. di queste cose) e mi sono servito al self service senza mai richiedere cibo dalla cucina”. ”Ma vi rendete conto – aggiunge Zaccagnini – di che attacco riesce a creare una foto gossippara? Ok la buvette e’ un posto da evitare (in realta’ la buvette e’ il bar vicino all’aula ndr), ma non avevo l’attenzione a dove mangiavo in quei giorni; ho mangiato tramezzini, qualche panino e frutta portata da casa e alla mensa, ora abbiamo capito che alla mensa e’ meglio andarci alle 12 o alle 14” . L’esponente del M5S relaziona i suoi fan anche sull’altro punto su cui i ‘grillini’ hanno dato battaglia dal loro primo giorno in Parlamento, gli elenchi della Camera (allegato A e B) da cui i deputati devono scegliere i nomi dei collaboratori parlamentari a vario titolo. “L’allegato B e’ composto da persone non stabilizzate, circa 500, anch’esse sono solo una lista di nomi (con anche parlamentari rieletti), senza contatti ne’ curricula -spiega Zaccagnini-. Liste di nomi di amici e parenti, ma anche di professionisti, un macello creato dai partiti del potere e dal Palazzo della Camera, che ha autonomia finanziaria e che e’ forse una parte della Casta quanto le lobby che governano attraverso i politici dei partiti la situazione del paese”. A questo proposito, il deputato del M5S anticipa: “Lunedi’ la Boldrini dovrebbe darci una risposta su richiesta formale del nostro vicepresidente Di Maio, ci aspettiamo che ripuliscano le liste e tolgano le assurde penali, ma resta il fatto che per vent’anni hanno assunto gente con metodo clientelare e dobbiamo fare chiarezza”.

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