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Rizzoli, sì della Procura di Roma agli arresti domiciliari

Angelo Rizzoli, il settantenne produttore cinematografico accusato di bancarotta per un crac da 30 milioni di euro, non andra’ in carcere. Detenuto da 40 giorni nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, da oggi, e solo per le sue precarie condizioni di salute, e’ agli arresti domiciliari. Proprio questa mattina il ministro della Giustizia, Paola Severino, aveva chiesto tramite l’ispettorato di ricevere gli atti relativi ad Angelo Rizzoli per effettuare una verifica preliminare sulla compatibilit… tra il suo stato di salute e la situazione detentiva. La decisione del ministro ha fatto seguito ad una serie di richieste e lettere che le sono pervenute rispetto alla vicenda di Angelo Rizzoli, e tra queste quella del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, che nei giorni scorsi ha scritto sia alla Severino che al vice presidente del Csm, Michele Vietti. A modificare la misura cautelare notificata all’imprenditore il 14 febbraio scorso dai pm della capitale e’ stato il gip Aldo Morgigni. Lo stato di salute di Rizzoli, affetto da una grave forma di sclerosi, non consentono tuttavia un immediato trasferimento nella sua abitazione. Cosi’, per il momento, rimane in ospedale, questa volta nel policlinico romano di Tor Vergata in attesa di una relazione medica, prevista nel giro di una settimana, che autorizzi il suo trasferimento a casa. Tra i primi ad apprezzare la decisione del gip, oltre a Bondi, che ha ringraziato il ministro Severino, anche Silvio Berlusconi che ha commentato con un ‘finalmente hanno concesso i domiciliari a Rizzoli’. E per Walter Verini, del Pd , ”il parere favorevole della Procura di Roma alla concessione degli arresti domiciliari ad Angelo Rizzoli Š una notizia di buona giustizia”. Sulla necessita’ di una sostituzione della misura cautelare in carcere con quella meno afflittiva dei domiciliari avevano dato parere favorevole i pm Giorgio Orano e Francesco Ciardi esprimendosi su un’apposita istanza presentata dagli avvocati Franco e Francesca Coppi, difensori del produttore cinematografico. In particolare, avevano ritenuto che la ”sussistenza di gravi patologie, gia’ compiutamente accertate dal perito nominato dal giudice, pur non costituendo un quadro di radicale incompatibilita’ con il regime carcerario, lasciano sicuramente preferire la prosecuzione della detenzione con modalit… che consentano a Rizzoli anche lo svolgimento di un’attivita’ fisioterapica”. Non solo, a favore del parere ha pesato anche il deposito di una memoria difensiva con la quale Rizzoli, per gli inquirenti, rivede ”le precedenti dichiarazioni rese in sede di interrogatorio, dando una versione dei fatti piu’ aderente alle emergenze istruttorie e alla ricostruzione operata dalla procura, oltre a rappresentare elementi nuovi che saranno oggetto di apposite verifiche”.

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