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Scelta Civica rende il cerino a Bersani: non sosteniamo governicchi

Andrea Olivero

”Nessuno di noi e’ intenzionato a sostenere ‘governicchi’, e’ il Capo dello Stato ad aver chiesto che ci sia una maggioranza ‘certa’ sia alla Camera che al Senato: in queste coordinate noi ci muoviamo”. Andrea Olivero, coordinatore di Scelta Civica, mette la sordina alle polemiche esplose nel week end tra i montiani, con l’editoriale della componente montezemoliana ‘Italia Futura’ che metteva in guardia dallo stringere fragili accordi con il Pd, senza ‘patti chiari’ anche con il Pdl su riforme indispensabili al Paese. Alla vigilia delle ‘consultazioni’ di domani con Pierluigi Bersani (che potrebbero pero’ slittare nell’orario previsto per consentire ai parlamentari di seguire l’informativa sui Maro’), la tensione resta palpabile nella composita galassia dei montiani dove cattolici ed ex finiani, montezemoliani ed ex Udc, fedelissimi di Monti ed esponenti della societa’ civile sono ancora alla ricerca di un esperanto che consenta a tutti di parlare un’unica lingua. ”Noi siamo disponibili a discutere di un esecutivo che abbia chiarezza sulle riforme e che abbia i numeri – prova a fare sintesi Benedetto Della Vedova -, le nostre decisioni sono legate al contenuto del programma di governo: riforme e piu’ Europa, condizione questa difficilmente compatibile con l’appoggio organico degli eletti del M5s. E maggioranza certa in entrambi i rami del Parlamento: su questo il Presidente Napolitano e’ stato cartesiano”. ”Lo schema della maggioranza deriva dalle cose che si devono fare – osserva Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato – ma mi sembra difficile realizzare le riforme necessarie che ci proponiamo con una maggioranza claudicante e senza il sostanziale accordo tra le principali forze del Paese”. La sensazione diffusa, alla vigilia delle consultazioni con i montiani (imprescindibili a Palazzo Madama per irrobustire la maggioranza di governo del Pd al Senato) e’ che Scelta Civica consideri la strada per Bersani troppo stretta. In parte perche’ – proprio mentre il leader del Pd chiede ”a Scelta civica di avere un’intesa e alle altre forze che hanno minore responsabilita’ di non impedire questa soluzione” – Berlusconi ed i suoi sparano ad alzo zero su Monti e si dicono fieri di averne fatto cadere il governo. Prende cosi’ corpo, nei discorsi di molti, quel ‘governo di scopo’ con una guida scelta da Napolitano (l’ideale sarebbe se fosse lui stesso a guidarlo, azzarda un senatore) per realizzare in un anno di tempo riforme essenziali come quella della legge elettorale, per tornare al voto non prima del prossimo febbraio. Intanto Mario Monti risponde ad Ernesto Galli della Loggia – che in un editoriale sul Corriere della Sera lo ha duramente criticato – e, rivendicando i meriti del suo governo, puntualizza: ”Se non vi fossero stati quei voti a Scelta civica, provenuti in particolare dalla destra, la coalizione Pdl-Lega sarebbe ora in grado di formare il governo e, dal 15 aprile, di eleggere il presidente della Repubblica”.

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