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L’ultima trattativa. E rispunta il governo del presidente. Magari il M5S…

Nessun altro giro di consultazioni: o Bersani porta a termine il suo tentativo oppure in poche ore Giorgio Napolitano potrebbe dar vita ad un governo del presidente con l’auspicio che duri perlomeno fino alle prossime Europee e con un mandato ben preciso, riforma della legge elettorale in primis. In quel caso i ‘boatos’ di Montecitorio non escludono che la scelta possa ricadere su un ex presidente della Corte costituzionale. Al M5S non dispiacerebbe Gustavo Zagrebelski (giudice della Corte costituzionale dal 1995 al 2004), ma si fa anche un nome non inviso al Pdl, Piero Alberto Capotosti, dal 1994 al 1996 vicepresidente del Consiglio supremo della Magistratura. Sullo sfondo poi i nomi di Amato e Bonino. Il timore del Pdl e’ che anche se fallisse Bersani il ‘piano B’ possa materializzarsi con l’appoggio di Grillo. Uno scenario che allontenerebbe le elezioni anticipate e potrebbe mettere in difficolta’ il Cavaliere. Tuttavia fino alle 17 di domani ogni prospettiva resta aperta. Berlusconi per ora chiude la porta, ma lo stallo di oggi potrebbe sbloccarsi all’ultimo minuto, si tratta ancora e fonti ben informate riferiscono che al di la’ delle schermaglie non e’ escluso che si arrivi ad un’intesa. “Abbiamo fatto una richiesta di buonsenso”, dicono dal Pdl, “vediamo se il Pd la accoglie”. Il Pd, riferiscono fonti parlamentari di via dell’Umilta’, avrebbe offerto Amato o Marini per il Colle, ma ci sarebbero aperture da Largo del Nazareno anche su un altro nome. L’ipotesi Gianni Letta in ogni caso sarebbe stata rilanciata per coprire la carta segreta in mano al Cavaliere. “Sta a Bersani rovesciare la situazione”, dice in serata Alfano, premendo sul Pd affinche’ riapra la partita. Sul tavolo anche un percorso condiviso sulle riforme che comprenda – secondo i ‘desiderata’ del Carroccio – il Senato delle Regioni. Pier Luigi Bersani salira’ al Colle domani pomeriggio illustrando le opinioni emerse dalle parti sociali e dai partiti durante gli incontri. Portera’ all’attenzione del Capo dello Stato le posizioni ‘politiche’ delle forze in Parlamento, dira’ di poter contare sulla forza di un programma condiviso, fara’ perno sulle aperture della Lega. Ma i riflettori sono puntati sulla trattativa tra Pd e Pdl: Berlusconi mantiene una linea dura, ma – sottolineano fonti ben informate – non e’ escluso un accordo all’ultimo minuto. Gli ex popolari, in realta’, non nascondono il proprio pessimismo sull’esito della partita e, dietro le quinte, si ribadisce il no alle urne. Nel caso di un via libera da parte del Quirinale a Bersani, il giuramento potrebbe avvenire martedi’. Anche oggi ci sono stati contatti tra via dell’Umilta’ e Largo del Nazareno. Contatti su un possibile via libera del Pdl ad un esecutivo Bersani, anche attraverso ‘l’aiuto’ della Lega o di Grandi autonomie e Liberta’. L’ostacolo piu’ grande riguarda la ‘questione giustizia’ e i processi dell’ex premier. Senza un nome del Pdl per il Colle, Berlusconi non da’ l’ok. D’altra parte il Pd non ha garanzie che qualora cedesse sul nome della presidenza della Repubblica il Pdl decidesse poi di sostenere seriamente l’esecutivo. Per il momento la proposta del Pd di offrire la presidenza a Berlusconi o Alfano per una ‘Costituente’ che riformi la seconda parte della ‘Charta’ viene valutata come insufficiente. La rosa dei nomi per il Colle resta comunque al centro della trattativa, questa mattina si era diffusa la voce di un accordo imminente tanto che c’e’ chi ritiene che il Colle abbia avanzato la richiesta di un via libera esplicito da parte del Pdl. Si continua a trattare nonostante Berlusconi abbia detto ancora oggi ai suoi un no secco all’ipotesi di un appoggio esterno a Bersani. Il Pd – questa l’accusa di via dell’Umilta’ – ora potrebbe mirare ad una scelta unilaterale per il dopo-Napolitano e puntare sulla ineleggibilita’ del Cavaliere. Ma Berlusconi e’ convinto che nel caso del ‘fallimento’ del piano bersaniano si aprano altri scenari e che i democratici verranno a piu’ miti consigli. Il timore nel partito, pero’, e’ che Grillo – al di la’ delle smentite di Crimi – possa invece sparigliare le carte ed appoggiare un esecutivo del Presidente.

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