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Porto di Pescara, arresti. Indagato il presidente della Provincia

Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara

Arresti e diversi indagati a Pescara nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza relativa al dragaggio del porto di Pescara, in particolare ai lavori affidati in appalto nel 2011 alla ditta Gregolin di Venezia. Tra i capi di imputazione c’e’ la turbativa d’asta e nell’indagine risulta indagato, in qualita’ di ex commissario del dragaggio, anche il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa nominato commissario nel 2011 poi dimessosi nel 2012 dall’incarico. L’attivita’ di dragaggio, che a oggi non e’ ancora partita, era stata bloccata dalle Fiamme Gialle e dal Noe nell’ambito di un’inchiesta della Procura distrettuale dell’Aquila perche’ si riteneva che il materiale da dragare fosse inquinato da DDT e Naftalene. Nel mirino degli investigatori sarebbe finita la gara d’appalto dell’epoca. Gli arrestati sono due. In particolare il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila ha disposto la misura cautelare dei domiciliari nei confronti di un noto professionista pescarese e di un ex dirigente del ministero delle Infrastrutture gia’ in servizio alla sede di Venezia, per turbativa d’asta e per gravi violazioni alle normative disciplinanti gli appalti pubblici, nonche’ due misure interdittive a carico dei titolari di due ditte partecipanti alla gara relativa al terzo lotto di lavori relativi al dragaggio del porto canale di Pescara. I fatti oggetto delle indagini avevano gia’ comportato nel mese di dicembre 2011, il sequestro della draga “Gino Cucco” effettuato dal Noe di Pescara, che gia’ stava effettuando indagini in merito al primo e al secondo lotto dei lavori del Porto Canale di Pescara, coadiuvato dal Nucleo di polizia tributaria di Pescara. In tale circostanza, le Fiamme Gialle acquisirono, presso l’Ufficio del Commissario delegato per la realizzazione in termini di urgenza degli interventi da eseguirsi nell’area del porto di Pescara (nonche’ presidente dell’Autorita’ di gara), copiosa documentazione riferibile proprio alla procedura concorsuale. L’esame della documentazione, integrato dalle risultanze di successive perquisizioni e di specifici approfondimenti investigativi anche di carattere tecnico – spiegano dalla Finanza – ha consentito di ricostruire l’organizzazione di un cartello di partecipazione all’appalto al fine di favorire la ditta Dragaggi s.r.l. che, seppur non vincitrice della gara, di fatto, subentrava alla ditta vincitrice. Venivano cosi’ violate, le regole della trasparenza e del buon andamento dei lavori concessi dalla pubblica amministrazione. La Dragaggi Srl, infatti, non solo aveva partecipato anch’essa alla gara, ma dall’esame di una mail tra il suo amministratore unico e un “faccendiere” veneto, si accertava che, prima della formalizzazione della procedura concorsuale, la stessa societa’ conosceva sia i nomi di tutti i partecipanti, che le percentuali di ribasso che gli stessi avrebbero offerto. Il tutto, chiaramente, con l’ausilio del professionista pescarese che in virtu’ del datato rapporto di amicizia e dei “doni” ricevuti, si e’ prodigato nel fornire utili notizie sui partecipanti e nell’ottenere la modifica del capitolato d’appalto. Unitamente ai destinatari di misure cautelari e interdittive, sono stati notificati avvisi di garanzia agli altri indagati (Commissario delegato, responsabile ufficio del procedimento ed imprenditori che hanno preso parte alla procedura) presso i loro domicili situati in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Per l’esecuzione degli ultimi provvedimenti ci si e’ avvalsi della collaborazione dei reparti delle Fiamme Gialle territorialmente competenti. Ai domiciliari sono finiti Bellafronte Taraborello, 55 anni, detto ‘Tino’ di Pescara, responsabile del procedimento per l’appalto del terzo lotto e Giuseppe Biscontin, 65 anni, di Venezia, gia’ funzionario del ministero delle Infrastrutture, oggi in pensione. Oltre alla turbativa d’asta devono rispondere a vario titolo anche di corruzione, falso e truffa. Gli avvisi di garanzia, notificati a imprenditori e funzionari pubblici, sono una trentina. All’ex commissario Guerino Testa, in particolare, viene contestato il falso perche’ avrebbe attestato, contrariamente al vero, l’apertura di plichi relativi alla gara d’appalto del terzo lotto. A condurre le indagini sono i sostituti procuratori Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli, mentre il gip della Distrettuale e’ Marco Billi. Da quanto si apprende gli arrestati potrebbero essere ascoltati gia’ oggi, mentre l’interrogatorio di Guerino Testa dovrebbe esserci domani pomeriggio alla Procura dell’Aquila.

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