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Idv si scioglie ma Di Pietro frena: è solo un cambio di nome

Dopo la batosta elettorale, la presidenza dell’Idv ha deciso di sciogliere il partito,annullando il congresso gia’ fissato a fine giugno, e di dare vita a una nuova formazione politica. Ma la decisione dovra’ essere ratificata il 6 aprile dall’esecutivo nazionale (il parlamento del partito) e c’e’ gia’ chi dissente. Lo stesso Di Pietro nega che si tratti di uno scioglimento vero e proprio, e parla piuttosto di un semplice cambio di nome e di regole interne. Il comitato di presidenza del partito si e’ riunito martedi’ 26 e ha deciso a maggioranza, con l’astensione del presidente Di Pietro. In una comunicazione interna inviata ieri, la responsabile legale Silvana Mura ha informato che ”l’ufficio di presidenza considera conclusa l’esperienza politica dell’Idv” e ritiene ”superato” anche il congresso straordinario gia’ fissato dal 28 al 30 giugno. ”Da Italia dei Valori nasce oggi la promozione di una ‘nuova proposta politica’ che vada oltre la stessa Italia dei Valori – ha scritto oggi la presidenza in una nota ufficiale -. Intendiamo lanciare la ‘Costituente di una nuova proposta politica’ che si realizzera’ attraverso l’effettuazione di ‘Primarie costituenti aperte’ da tenersi entro il 12 maggio”. Attraverso la sua portavoce, Antonio Di Pietro fa sapere che non e’ uno scioglimento. ”Cambiera’ il nome del partito, ci saranno regole nuove per la gestione e la scelta dei candidati”. Il partito partecipa alle elezioni in Friuli e a Roma insieme al centrosinistra. In una lettera ai militanti romani, Di Pietro li invita a presentare le loro candidature al comune di Roma e dice ”mai come in questa occasione e’ importante esserci”. Il senso della decisione lo spiega Carlo Costantini, membro della presidenza, commissario straordinario dell’Idv in Lazio. L’Idv ”azzera un’intera classe dirigente… Nessuno avra’ piu’ troni garantiti. Tutti quelli che vorranno riprendere il loro percorso politico dovranno sottoporsi al giudizio dei cittadini”. Per il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il rilancio del partito non puo’ passare per un congresso ”che finirebbe con il riprodurre criticita’ e difetti che hanno segnato negativamente l’esperienza dell’IdV”. Ma nel partito ci sono anche voci contrarie allo scioglimento, come quella dell’ex deputato siciliano Ignazio Messina: ”Ritengo che l’Idv debba avviare un processo ‘ricostituente’ attraverso un congresso vero. Dobbiamo rilanciare la nostra azione politica ispirata ai liberaldemocratici europei, alla ricerca della unita’ del centro sinistra”

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