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IL PUNTO/ Una giornata di ordinaria follia, aspettiamo domani

Matteo Renzi

Ora la parola è al presidente Giorgio Napolitano che, dopo le consultazioni lampo di oggi che hanno confermato il fallimento del tentativo del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, darà domani mattina l’incarico per la formazione di un “governo del Presidente” o “di scopo”. Ma a chi, non si sa ancora. Napolitano, dopo aver ricevuto per tutta la giornata le delegazioni dei partiti, ha persino evitato il consueto “arrivederci” con i giornalisti. Per qualche “momento supplementare di riflessione”, hanno indicato al Quirinale. Da alcune ore girano però alcuni nomi: quelli del direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, del ministro dell’interno del governo Monti Anna Maria Cancellieri, di Giuliano Amato, Emma Bonino, Gustavo Zagrebelski e del presidente della Corte Costituzionale Gallo.

La rinuncia di Bersani a portare avanti il pre-incarico ricevuto una settimana fa dal presidente della Repubblica è stata la logica conseguenza dei risultati delle consultazioni-bis con i partiti. Il primo a salire al Quirinale era stato Silvio Berlusconi, accompagnato dal segretario della Lega Maroni, che aveva chiesto la formazione di un esecutivo politico di coalizione formato da Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica, eventualmente guidato anche dallo stesso Bersani. Immediata la reazione negativa del Pd. Nel primo pomeriggio, poi, a sparare a zero contro il Pdl, ma anche contro il Pd, è stato il Movimento % Stelle di Beppe Grillo. Il capogruppo Vito Crimi ha spiegato a Napolitano che il M5S è “disponibile soltanto a un governo 5 stelle”; “Nessuna fiducia a esecutivi politici o pseudo tecnici”.

Dopo una accorata perorazione di Niki Vendola (Sel) in favore dell’incarico a Bersani, e la richiesta di Scelta Civica“ di formare “un governo stabile in tempi certi”, Napolitano ha ricevuto nello studio “alla vetrata” la delegazione del Pd. Che, a differenza delle occasioni precedenti, non era però presieduta dal presidente pre-incaricato. Bersani –secondo alcuni già convinto che Napolitano non avrebbe potuto rimettere il suo tentativo suoi binari giusti – se ne era andato in mattinata nella sua casa nel piacentino. A guidare la delegazione, il suo vice, Enrico Letta.

Il colloquio è durato un’ora e venti. Alla fine Letta ha ricordato gli “esiti clamorosi” delle elezioni e il tentativo di Bersani di cercare “un esito non tradizionale

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