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Non resta che il Governo del Presidente

Roma - Il Quirinale

Tramontata definitivamente l’ipotesi premier Bersani, si va verso il governo del Presidente. Prende forma dunque il piano B. I nomi in circolazione per la guida del nuovo governo sono il costituzionalista Onida, Anna Maria Cancellieri , il presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo, Saccomanni, Pietro Grasso e, perfino, Giuliano Amato. Il governo non sarà definito “tecnico” dopo i risultati non proprio positivi del governo Monti.
Il Pd non ha dato nessuna disponibilità ad un governo di larghe intese, «un governissimo», ha affermato Enrico Letta, vicesegretario del partito al termine delle consultazioni con il capo dello Stato «non sarebbe idoneo alla domanda di cambiamento venuto dal Paese».

Il Pdl Berlusconi è interessato ad un governo di coalizione col Pd, la Lega e Scelta civica, un quadripartito per formare un governo “politico”. Lo ha detto Berlusconi al termine dell’incontro col Capo dello Stato per le consultazioni. «Siamo disponibili a incontrarci – ha aggiunto – con le altre forze politiche e a esaminare nel dettaglio i provvedimenti urgenti per la difficile situazione dell’economia. Crediamo che ci possa essere un accordo sui provvedimenti principali. Non riteniamo che ci sia un’altra soluzione. Siamo disponibili a che il Pd avanzi una sua candidatura. Ci va bene anche la candidatura di Bersani». Interpellato su un eventuale richiesta per la presidenza della Repubblica, Berlusconi ha replicato: «Non c’e stata alcuna discussione ne’ alcuna nostra posizione avanzata a Napolitano per quanto riguarda il Quirinale. Se si fa un governo di coalizione si può discutere insieme sul prossimo capo dello Stato».

Il M5S ha ribadito il no all’appoggio di un nuovo governo con altri partiti. «Abbiamo preso atto che non ci sono le condizioni per una maggioranza politica. Ribadiamo la nostra determinazione a non dare la fiducia a governi politici o pseudo tecnici». Cosi’ Vito Crimi, presidente dei senatori del Movimento 5 Stelle, al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la formazione del nuovo governo. «Abbiamo ribadito – ha aggiunto Crinmi – che siamo disponibili a formare un governo a 5 stelle e quindi rilanciamo questa opportunità». Un esecutivo, aggiunge Crimi, che «avvii subito alcune iniziative legislative quali il reddito di cittadinanza, il rilancio delle Pmi e il taglio dei costi della politica».

Ultima chiamata gira la voce che Napolitano potrebbe dimettersi per sciogliere le camere e andare subito al voto. Ma sarebbe un colpo duro per l’Italia. E’ rimasto solo Napolitano il vero faro, il punto di riferimento per gli italiani. Se cadesse anche l’ipotesi di un governo istituzionale del Presidente allora potrebbero prendere piede di nuovo le dimissioni dell’attuale presidente della Repubblica. Redazione Online News

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